Intervista di Nikolay Ivanov – 20 febbraio 2026
VolleyComment: Ciao Preslav, grazie per aver accettato di parlare con VolleyComment.
Petkov: Ho iniziato ad allenarmi nella pallavolo a 15 anni. Il principale motivatore è stato Kostadin Stoykov, poiché ero molto più alto dei miei coetanei. Lui ne ha parlato con i miei genitori e insieme abbiamo deciso che avrei iniziato a giocare a pallavolo.
VC: Un posto nella nazionale, una medaglia al mondiale, il tuo primo trasferimento all’estero: cosa c’è dietro tutto questo?
PP: Ci sono molte cose: infinite ore in palestra, infinite ore in palestra di forza, tantissimo sudore, disciplina e dedizione.
VC: Alcuni mesi dopo il mondiale e il successo ottenuto, come ti senti cambiato?
PP: Ai miei occhi non mi sento cambiato, ma penso che i miei familiari possano rispondere meglio a questa domanda.
VC: Saremo padroni di casa all’Europeo e l’entusiasmo in Bulgaria è enorme; questo sarà uno stimolo per continuare a dare gioia alla gente?
PP: Sicuramente sarà un enorme stimolo. Giocare per la nazionale davanti al pubblico di casa è semplicemente indescrivibile.
VC: Dopo il mondiale, hai fatto il tuo primo trasferimento all’estero – l’Italia. Hai avuto successo nell’adattarti ai requisiti lì?
PP: Sì, certo, con l’aiuto dei miei compagni di squadra e dello staff tecnico.
VC: Il tuo team la Romeo Sorrento è in Serie A2; quali differenze vedi rispetto alle squadre di A1?
PP: Non penso di poter dare un confronto preciso perché non ho ancora giocato in A1. Spero in futuro di farlo e allora potrò confrontare.
VC: Si parla molto della famosa scuola di allenatori italiana; lavorare con allenatori italiani nella nazionale ti ha aiutato a comunicare più facilmente con il tuo nuovo allenatore?
PP: Sì, certamente mi aiuta e penso che abbia facilitato la mia rapida adattabilità qui.
VC: In questo periodo il mercato dei trasferimenti si apre molto prima; pensi che annunciare i futuri trasferimenti durante la stagione regolare influenzi i giocatori?
PP: Beh, a me interessa molto sapere il prima possibile dove andranno i giocatori (ride). Non penso che influenzi i giocatori: sono professionisti e sanno che, finché sono in un club, devono dare il massimo.
VC: Parliamo del modo di lavorare nel tuo club: su cosa concentrate gli allenamenti?
PP: Ogni giorno è diverso e anche per ogni ruolo è diverso. I riceventi si concentrano sulla ricezione, i palleggiatori sulla precisione nella distribuzione, e noi centrali soprattutto su muro e attacco.
VC: Sei riuscito a trovare una buona comunicazione con i palleggiatori della squadra?
PP: Sì, certo. Con entrambi i palleggiatori mi capisco molto bene.
VC: L’allenatore ti dà libertà decisionale durante la partita o ti attieni strettamente alla tattica?
PP: Direi un po’ e un po’. Lui sa che ci sono momenti in cui devo seguire la tattica e altri in cui mi lascia libertà decisionale.
VC: Ti risulta più comodo giocare con palleggiatori alti o bassi?
PP: Onestamente non posso scegliere – sia alti che bassi hanno vantaggi e svantaggi.
VC: Chi è più difficile da affrontare tra gli attaccanti centrali: quelli alti o quelli veloci?
PP: Per me, quelli veloci. Perché se non salti per bloccare, uno contro uno è molto più difficile fermarli o toccarli.
VC: Su cosa concentri più energia e attenzione: leggere il palleggiatore o osservare gli attaccanti?
PP: All’inizio mi concentro sicuramente sul palleggiatore. Poi devo guardare anche gli attaccanti per capire chi sarà coinvolto nell’attacco successivo.
VC: Quale aspetto del tuo gioco vuoi migliorare?
PP: Non penso di essere perfetto in qualcosa, quindi direi tutti gli aspetti.
VC: Nella fase uno contro uno, conti più sull’istinto, sulle informazioni che ricevi o sul risultato del match?
PP: Ogni elemento conta, ma l’istinto è quello più importante secondo me.
VC: Quanto aiuta la statistica nel tuo gioco e come la consideri?
PP: La statistica è estremamente utile. Non penso che ci sia un giocatore di pallavolo che non si fidi di essa.
VC: Quali qualità deve avere un centrale di alto livello?
PP: Deve avere una buona visione di gioco (soprattutto per il muro), velocità e capacità di attacco.
VC: Quali sono i top 3 nella tua posizione secondo te?
PP: È difficile ordinarli in primo, secondo e terzo, ma direi: Augustin Loser, Alex Grozdanov e Robertlandy Simon.
VC: Dopo il mondiale siete diventati popolari in Bulgaria; cosa pensi del ruolo dei social media nella vita di un atleta professionista oggi?
PP: Hanno un grande ruolo e possono tanto far crescere quanto riportarti con i piedi per terra.
VC: Qual è la tua rete sociale preferita?
PP: Senza dubbio Instagram o TikTok.
VC: Quali sono le tue aspettative per l’estate con la nazionale?
PP: Mi aspetto di far felici tutti i bulgari e di ispirare sempre più bambini a giocare a pallavolo.
VC: E per te, cos’è la pallavolo?
PP: È un gioco che porta piacere e gioia, e nel tempo è diventato il mio stile di vita.

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