mercoledì 29 aprile 2026

Esclusione dalla A2 della Romeo Sorrento. Lo sfogo del Team Manager Vincenzo Mosca: "Le poltrone passano, gli uomini restano"



Vincenzo Mosca, Team Manager della Romeo Sorrento Folgore Massa, rompe il silenzio dopo l'esclusione dalla Serie A2. Non con la rabbia immediata di chi reagisce a caldo, ma con la lucidità di chi ha aspettato, osservato, capito. E alla fine ha detto tutto.

Ci sono persone che parlano subito. Quelle che, nel momento in cui la notizia arriva, aprono i social e riversano tutto — dolore, indignazione, parole sparate come schegge. È umano. È comprensibile. In certi momenti il silenzio fa più male del rumore.

E poi ci sono le persone che aspettano.

Vincenzo Mosca, Team Manager della Romeo Sorrento Folgore Massa, è una di queste. Ha aspettato l'ufficialità che già conosceva. Ha aspettato che gli eventi si dispiegassero uno dopo l'altro. Ha aspettato di avere un'idea chiara e precisa di quello che era successo. E solo allora ha aperto la bocca — o meglio, ha aperto la tastiera — e ha detto cose che bruciano più di qualsiasi sfogo immediato, proprio perché sono misurate, precise, costruite sopra una delusione che ha avuto il tempo di sedimentarsi e diventare pensiero.

Quando chi aspetta prima di parlare poi decide di farlo, vale la pena stare ad ascoltare.

Il silenzio come atto di rispetto — e di preparazione

C'è una frase, all'inizio del suo post, che dice più di mille parole: "Ho atteso un po' prima di affidare i miei pensieri ai social."

In un mondo dove tutto viene processato e pubblicato in tempo reale, dove il commento a caldo è diventato la norma e la riflessione sembra quasi una forma di debolezza, Mosca sceglie la strada opposta. Attende. Osserva. Raccoglie. Solo poi parla.

Questo non è indifferenza. È rispetto — per la situazione, per i compagni, per la gravità di quello che è accaduto. È anche, in un certo senso, la stessa cura professionale con cui deve aver gestito ogni dettaglio logistico della squadra in questi due anni: niente improvvisato, niente lasciato al caso, tutto ponderato.

Ma quando le parole arrivano, non lasciano scampo.

La meritocrazia: una parola che suona vuota

"Ho smesso di credere nella meritocrazia fin dal primo giorno in cui sono entrato a far parte del mondo del lavoro, figuriamoci se mi aspettavo che la meritocrazia nel mondo dello sport fosse stata presa in considerazione."

C'è una stanchezza in queste parole che va ben al di là della vicenda sportiva. È la stanchezza di chi ha visto troppe volte il merito ignorato, scavalcato, bypassato da logiche che non hanno nulla a che fare con i risultati. Una stanchezza che non si acquisisce in un giorno, ma in anni di esperienza — nel mondo del lavoro prima, nello sport poi.

Eppure, anche chi non crede più nella meritocrazia si aspetta almeno una coerenza di fondo. Si aspetta che le regole vengano applicate con equità, che i dati vengano letti per quello che dicono, che chi ha fatto bene venga almeno preso in considerazione.

E qui arriva la domanda che Mosca pone, e che nessuno sembra voler rispondere: "Perché vi riempite la bocca chiedendo alle società sportive di far crescere il prodotto Pallavolo e poi non prendete i dati in mano e fate un'analisi equilibrata?"

È una domanda semplice. Forse troppo semplice per chi è abituato a ragionare per regolamenti e non per sostanza.

Il dossier che nessuno ha voluto leggere

Qui la narrazione di Mosca assume i contorni di qualcosa che fa male in modo preciso, chirurgico. Non una lamentela generica, ma una descrizione puntuale di quello che la Romeo Sorrento aveva costruito, documentato, presentato:

Un dossier. Un documento serio, con dati certificati, che collocava la società sorrentina al di sopra di molte realtà del nord in termini di rapporto pubblico/prezzo. Che dimostrava come la media spettatori dell'intero campionato di A2 fosse al di sotto delle seicento unità — quando al PalAtigliana quel limite veniva ampiamente superato nelle serate di fuoco. Che parlava dell'accoglienza riservata agli ospiti, del tifo caldo e mai fuori posto, della struttura dirigenziale solida e professionale — quella stessa struttura che aveva spinto uno dei responsabili di campo della Romeo Sorrento a essere chiamato dalla Lega come responsabile alle Final Four di Coppa Italia della SuperLega a Bologna.

Ripetetelo: chiamato dalla Lega. Come riconoscimento di professionalità, di competenza, di affidabilità. E poi la stessa Lega nega la deroga.

Non è una contraddizione. È uno schiaffo.

"Abbiamo spinto su quel prodotto Pallavolo che in ogni riunione eravamo costretti ad ascoltare come se fosse un monito per noi società che non sapevamo gestire, che non sapevamo vendere, che non sapevamo far crescere."

Mosca lo dice senza rancore apparente, ma con una precisione che fa ancora più male: avete predicato bene e razzolato male. Avete esaltato il prodotto pallavolo in ogni consesso, in ogni riunione, in ogni comunicato, e poi quando una società ha dimostrato concretamente di saper costruire quel prodotto, non l'avete nemmeno degnata di una risposta seria.

E aggiunge qualcosa che dovrebbe far riflettere chiunque ami questo sport: "Spero solo che dalle prossime consulte si abbia almeno la decenza di non parlare mai più del prodotto Pallavolo correlato al pubblico, alla capienza, alla vendita dei biglietti." Perché altrimenti sarebbe ipocrisia pura.

La fidejussione: quando i soldi cambiano le regole

Ed ecco il punto che più di tutti rivela il funzionamento opaco di certe logiche federali.

A un certo punto, quasi come una concessione tardiva, quasi come se qualcuno avesse sentito il bisogno di aprire una finestra dopo aver chiuso tutte le porte, è arrivata la comunicazione: la deroga si può prendere in considerazione se ancorata a una fidejussione.

Traduzione libera: con i soldi, si può fare. Con una garanzia bancaria, le regole diventano più flessibili. Il palazzetto con quattrocentocinquanta posti invece di mille? Sì, forse si può trovare un modo. Basta avere la cifra giusta da depositare.

Mosca non si scandalizza — e questo è forse la cosa più amara. Non si scandalizza perché lo sa già, lo sa da tempo: "la metafora che ricorre spesso nelle vite del nostro quotidiano è sempre la stessa, con i soldi si può tutto, i soldi cambiano le regole, i soldi permettono di ragionare in altre maniere."

Ma la domanda che pone — "come è possibile tutto ciò?" — non è retorica. È una domanda vera, che chiede una risposta che probabilmente non arriverà mai.

La politica occulta: quella che fa più paura

Il finale del post di Mosca è il più duro. Anche il più lucido.

"Più sali di livello, più la politica anche nello sport si addentra e detta la sua legge, senza se e senza ma."

Non la politica delle assemblee e dei comunicati ufficiali. Quella almeno è visibile, contestabile, tracciabile. No: la politica occulta. Quella che nasce — dice Mosca — "dal finto buonismo, che si costruisce di nascosto la sera prima degli esami, con cene e telefonate mirate."

Chiunque abbia avuto a che fare con organizzazioni sportive, federazioni, leghe di un certo livello, sa benissimo di cosa parla. Sa che le decisioni importanti spesso non vengono prese nelle assemblee formali, ma nei corridoi, nei ristoranti, al telefono. Sa che il merito è solo uno dei tanti fattori in gioco, e spesso non è nemmeno il principale.

Mosca lo dice con la franchezza di chi non ha più niente da perdere — o forse di chi ha scelto, da tempo, di non piegarsi a certi meccanismi.

"Le poltrone passano, gli uomini restano."

È qui, in questa frase breve e definitiva, che c'è tutto. Chi occupa una poltrona per qualche anno, prende delle decisioni, lascia delle conseguenze, e poi passa ad altro. Gli uomini che quelle decisioni le subiscono, invece, restano. Con la loro storia, con il loro lavoro, con la loro dignità intatta.

"Sono fiero di stare con chi non si abbassa ai loro livelli."

Una lezione che va oltre il volley

La vicenda della Romeo Sorrento Folgore Massa — raccontata attraverso le parole misurate e taglienti di Vincenzo Mosca — è molto di più di una storia sportiva. È una storia italiana. È la storia di chi lavora sodo, costruisce qualcosa di bello, porta dati e risultati concreti, e si trova di fronte a un sistema che risponde con le regole quando fa comodo e le piega quando è necessario.

La salvezza era già stata conquistata sul campo, ma il PalAtigliana — con i suoi posti insufficienti rispetto ai mille richiesti — ha reso impossibile la permanenza in A2. I lavori di adeguamento del palazzetto non erano mai stati avviati a causa di vicende giudiziarie esterne alla società. La Romeo Sorrento non aveva colpe dirette nemmeno su questo fronte.

Eppure ha pagato. Come pagano sempre i più piccoli, i più lontani dai centri di potere, i più privi di spalle coperte.

Ma c'è qualcosa che nessuna assemblea può togliere a Vincenzo Mosca, a Stefano Patriarca, al presidente Fabrizio Ruggiero e a tutto ciò che la Romeo Sorrento rappresenta: la coscienza di aver fatto le cose per bene. Di non essersi abbassati. Di aver portato la pallavolo in un territorio che prima non la conosceva, di aver riempito un palazzetto quando altri palazzetti più grandi restavano semivuoti, di aver costruito una comunità.

Quella non si misura in posti a sedere. E non la cancella nessuna fidejussione.

"Le poltrone passano, gli uomini restano." — Vincenzo Mosca, Team Manager Romeo Sorrento Folgore Massa

Moki magnifica regina della pallavolo: "Ragazzi credete sempre nei vostri sogni"


Qui di seguito la riproduzione dell'intervista esclusiva concessa da Monica De Gennaro al giornalista del Mattino, Antonino Siniscalchi:

Il nono scudetto consecutivo conquistato con l’Imoco Conegliano non è soltanto un nuovo trofeo da aggiungere in bacheca: è l’ennesimo capitolo di una carriera che ha cambiato la storia della pallavolo italiana. Monica De Gennaro, classe 1987, è oggi considerata una delle migliori libere al mondo, ha appena lasciato la Nazionale italiana, ma è stata protagonista di una lunga stagione di successi tra club e rappresentativa azzurra. Dalle origini a Sant'Agnello, nella Penisola Sorrentina, fino ai vertici del volley internazionale, il suo percorso è una parabola di talento, sacrificio e continuità. Campionessa olimpica a Parigi 2024, iridata 2025 con l’Italia e simbolo di longevità sportiva, De Gennaro rappresenta un modello tecnico e umano riconosciuto a livello mondiale. Con il nono scudetto conquistato con l’Imoco Volley Conegliano, il libero senza tempo scrive un’altra pagina indelebile di una carriera costruita su sacrificio, costanza e talento.

- Nove scudetti consecutivi: che significato ha questo traguardo nella tua carriera?

«È qualcosa che, se ci penso, fa quasi impressione. Ogni scudetto ha una storia diversa, ma questo nono racconta soprattutto la continuità. Il primo fu la conferma di poter vincere ad alto livello, oggi invece è la prova che la fame non è mai diminuita. Abbiamo costruito con Conegliano un percorso straordinario e io sono orgogliosa di farne parte da sempre. Però la verità è che non ci si abitua mai: ogni vittoria è nuova».

- Quanto contano le tue radici di Sant’Agnello nella tua crescita?

«Contano tantissimo. È lì che ho iniziato a giocare, che ho scoperto la pallavolo e soprattutto il divertimento di stare in palestra con le compagne. Quel senso di leggerezza è rimasto dentro di me. Sant’Agnello mi ha dato carattere, solarità e determinazione. E poi c’è l’affetto della gente, che sento ancora fortissimo ogni volta che torno».

- C’è stato un momento in cui hai capito che sarebbe diventata la tua professione?

«Non un momento preciso, ma una svolta sì: quando a 15 anni sono andata via da casa per andare a Vicenza. Lì ho capito che non era più solo un gioco. Ho lasciato la famiglia, ho cambiato città e anche ruolo. È stato un passaggio difficile, ma la passione ha sempre avuto la meglio sulla nostalgia».

- Il ruolo del libero è molto particolare: cosa serve per restare al top così a lungo?

«Serve lavoro quotidiano, soprattutto mentale. Il corpo va curato, ma è la testa che fa la differenza. Ogni allenamento devi affrontarlo come se dovessi migliorare qualcosa. Il segreto è non accontentarsi mai. E poi serve fame, anche dopo tanti anni: la voglia di difendere ogni pallone come se fosse il primo».

- Qual è il segreto della continuità vincente di Conegliano?

«È un insieme di cose. La società è strutturata in modo perfetto, c’è programmazione e attenzione ai dettagli. Le giocatrici forti non bastano: serve un sistema che funziona. E qui ogni nuova atleta entra in un gruppo dove il primo obiettivo è la squadra, non il singolo. Anche il pubblico è fondamentale: ci trascina ogni volta».

- L’oro olimpico di Parigi 2024 che emozione è stata?

«È difficile da spiegare. È il sogno di qualsiasi atleta. Quando sei sul podio capisci che tutto quello che hai fatto nella vita ha avuto un senso. Ho guardato le mie compagne e ho pensato: “ce l’abbiamo fatta davvero”. È un’emozione che resta per sempre».

- E il Mondiale 2025 vinto con la Nazionale?

«La maglia azzurra ha un valore enorme. Rappresentare l’Italia è sempre un onore. Vincere un Mondiale con questo gruppo è stato speciale, perché è arrivato dopo un percorso importante. Sono momenti che ti restano dentro per tutta la vita».

- Nel tuo percorso ci sono anche sacrifici importanti. Quali sono stati i più grandi?

«Le rinunce alla vita quotidiana con la famiglia. Essere lontana da casa per tanti anni non è semplice. Però ho avuto sempre il loro sostegno, e questo ha reso tutto più leggero. Anche le sconfitte sono state difficili, ma fondamentali per crescere e migliorare».

- Che messaggio vuoi dare ai giovani della tua terra?

«Di credere sempre nei propri sogni. Il talento da solo non basta: servono sacrificio, costanza e umiltà. Ma soprattutto bisogna divertirsi. Se perdi il divertimento, perdi tutto. È quello che ti fa andare avanti nei momenti difficili».

- Oggi quanto è forte il legame con Sant’Agnello?

«È fortissimo. Ogni volta che posso torno a casa. Mi mancano il mare, la famiglia, i miei nipoti. Quando torno lì mi ricarico completamente. È il mio posto, quello dove tutto è iniziato e dove ritrovo sempre me stessa.  Purtroppo, so che a Sorrento quest'anno c’è la rinuncia alla A2 maschile per carenze del palazzetto, spero tanto che si possa risolvere presto carenza perché al sud servono società importanti che facciano da riferimento a tanti ragazzi e ragazze che praticano la pallavolo ».


Photocredits: foto Rubin / LVF

martedì 28 aprile 2026

Patriarca: "Ci hanno tolto la A2 ma non potranno mai toglierci le emozioni vissute"



La Romeo Sorrento Folgore Massa viene esclusa dal prossimo campionato di Serie A2 Credem Banca per un vizio burocratico: il PalAtigliana non raggiunge i mille posti a sedere richiesti. Il capitano Stefano Patriarca risponde dal cuore.

Ci sono sconfitte che bruciano sul campo, nel caldo di un tie-break, nell'ultimo tocco che cade dalla parte sbagliata. E poi ci sono le altre — quelle che arrivano in silenzio, su un foglio di carta, firmate da un regolamento. Quelle fanno male in modo diverso, più profondo, perché non ti lasciano nemmeno la possibilità di lottare.

È quello che è successo alla Romeo Sorrento Folgore Massa.

Una società nata nel 1956 nei vicoli di Massa Lubrense, cresciuta partita dopo partita, categoria dopo categoria, fino a conquistarsi un posto tra le grandi della pallavolo italiana di Serie A2. Due anni da protagonista, trenta-due punti nell'ultima stagione regolare, vittorie clamorose contro squadre più blasonate, sold out al PalAtigliana, una città intera trascinata in un sogno che sembrava non dover finire mai.

E invece finisce. Non per demerito sportivo. Non per una sconfitta. Ma perché il palazzetto di casa — quel PalAtigliana che nei momenti più belli sembrava tremare di passione — non raggiunge i mille posti a sedere richiesti dalla Lega Pallavolo per militare in Serie A2. Il club del presidente Fabrizio Ruggiero è stato costretto a rinunciare alla categoria, retrocedendo in A3, nonostante la salvezza fosse già stata conquistata sul campo. La Lega ha negato per il secondo anno consecutivo la deroga per giocare in casa, con un giudizio netto e inappellabile.

Una ferita. Una di quelle che non si rimargina in fretta.

Le parole che vengono dal campo

In questi momenti, le istituzioni tacciono o parlano attraverso comunicati. I dirigenti si sfogano, giustamente, con rabbia e amarezza. Ma sono le parole degli atleti quelle che arrivano dritte allo stomaco, perché vengono da chi quella maglia la suda davvero.

Stefano Patriarca, capitano della Romeo Sorrento, ha scelto di rivolgersi ai tifosi attraverso i social con un messaggio che vale più di qualsiasi dichiarazione ufficiale:

"Ci hanno tolto l'A2, è vero, ma non potranno mai toglierci le emozioni vissute in questi 2 anni, l'orgoglio di aver portato la Folgore Massa a combattere da nord a sud raggiungendo traguardi prestigiosi, gli abbracci e le lacrime che hanno condito le nostre imprese! Trasformeremo la delusione in motivazione, la rabbia in 'cazzimma'.... la nostra squadra sarà l'incarnazione della vostra passione! La pallavolo ha un grande bisogno di gente appassionata come voi! Sono orgoglioso di rappresentarvi sul campo e di portare i vostri valori in tutta Italia! Forza Folgore Sempre ❤️"

Leggete bene queste parole. Non c'è vittimismo. Non c'è rassegnazione. C'è qualcosa di molto più potente: la consapevolezza che nessun regolamento, per quanto rigido, può cancellare ciò che è già stato vissuto.

Una storia che nessun ufficio può riscrivere

La Folgore Massa è partita dalla Serie D Regionale nel 2007 e ha scalato cinque categorie in quattordici anni, costruendo un'identità sportiva in un territorio — la penisola sorrentina — dove la pallavolo non aveva mai avuto una voce così alta. Nella stagione 2024/2025 la Romeo Sorrento ha vinto la Coppa Italia e la Supercoppa di Serie A3, prima ancora di compiere il salto in A2. Poi, una volta arrivata nel campionato cadetto, non si è limitata a sopravvivere: ha vinto a Fano, ha vinto a Siena, ha battuto Aversa e Prata di Pordenone davanti a un Palatigliana in sold out che vibrava come pochi altri palazzetti in Italia.

Patriarca lo sa. Lo sa ogni volta che ha alzato le braccia dopo un punto decisivo, ogni volta che ha guardato gli spalti e ha visto quella gente — quella gente specifica, di mare e di terra, di passione mediterranea — gridare il nome della propria squadra.

"Sono orgoglioso di rappresentarvi sul campo e di portare i vostri valori in tutta Italia."

Non è retorica. È la verità di un capitano che ha vissuto tutto questo in prima persona.

Il paradosso di un sistema che punisce il coraggio

C'è qualcosa di profondamente stonato in questa vicenda. Una società che si comporta da grande — sul campo, nella gestione, nel settore giovanile — viene punita per un limite strutturale che non dipende da lei, ma dall'inadeguatezza delle infrastrutture sportive di un territorio. Il PalAtigliana è quello che è: una casa calda, appassionata, capace di trascinare una squadra oltre i propri limiti, ma che per quattrocento sedili in meno di quelli richiesti diventa un ostacolo insuperabile.

Il presidente Ruggiero ha ricordato con orgoglio tutto ciò che la società ha fatto di positivo negli ultimi anni, sia a livello sportivo che per quanto riguarda gli investimenti e i miglioramenti apportati al palazzetto. Eppure non è bastato.

La pallavolo italiana — e lo sport italiano in senso più ampio — si trova spesso di fronte a questo paradosso: i regolamenti crescono più in fretta delle strutture, e a pagarne il prezzo sono sempre le realtà piccole, quelle che non hanno alle spalle grandi città o grandi finanziatori, ma solo tanta passione e tanta voglia di farcela.

La "cazzimma" come risposta

Eppure, leggendo il messaggio di Patriarca, si capisce che questa storia non è finita. Anzi, è come se stesse per cominciare davvero.

"Trasformeremo la delusione in motivazione, la rabbia in 'cazzimma'."

La cazzimma è una parola napoletana intraducibile. Non è soltanto grinta, non è soltanto determinazione. È qualcosa di viscerale, di primordiale: è la capacità di trasformare il dolore in carburante, di prendere tutto quello che il mondo ti lancia addosso e rispondergli con qualcosa di ancora più forte. È la filosofia di chi non si arrende mai davvero, di chi trova nella sconfitta il seme della rivincita.

E forse questa è la risposta più bella che la Romeo Sorrento poteva dare. Non un ricorso, non un comunicato stizzito, non una resa silenziosa. Ma un capitano che parla ai suoi tifosi come a una famiglia, e gli dice: saremo l'incarnazione della vostra passione.

Forza Folgore, sempre

L'A2 è lontana, almeno per ora. Ma Sorrento resta. La Penisola resta. Il PalAtigliana resta. E restano quelle persone in tribuna che hanno imparato ad amare la pallavolo grazie a questa squadra, che hanno pianto e abbracciato sconosciuti dopo una rimonta impossibile, che si sono sentite parte di qualcosa di grande anche abitando in un posto piccolo.

Nessun regolamento può togliere tutto questo.

Un giorno — presto, si spera — ci sarà un palazzetto più grande. Ci sarà la A2, forse anche di più. Ma già oggi, con queste parole scritte di getto da un capitano che non si rassegna, la Romeo Sorrento Folgore Massa dimostra di avere qualcosa che non si costruisce con i mattoni né si misura in posti a sedere.

Si chiama anima.

"La pallavolo ha un grande bisogno di gente appassionata come voi." — Stefano Patriarca


Photocredit: Romeo Sorrento Folgore Massa

Ufficializzata la long list di lavoro degli azzurri in vista della VNL


Durante la conferenza stampa di presentazione della stagione azzurra attualmente in corso, il CT Ferdinando De Giorgi ha illustrato i programmi di lavoro stagionali e, al contempo, ha reso nota la lista degli atleti che lavoreranno in vista della Volleyball Nations League 2026. L’ufficialità dei 30 azzurri per la VNL arriverà il 20 maggio. 

PALLEGGIATORI
Simone Giannelli, Riccardo Sbertoli, Paolo Porro, Mattia Boninfante, Alessandro Fanizza, Bryan Argilagos.
LIBERI
Fabio Balaso, Domenico Pace, Gabriele Laurenzano, Matteo Staforini, Damiano Catania, Luca Loreti.
OPPOSTI
Yuri Romanò, Kamil Rychlicki, Alessandro Bovolenta, Tommaso Guzzo, Diego Frascio.
SCHIACCIATORI
Alessandro Michieletto, Luca Porro, Mattia Bottolo, Francesco Sani, Daniele Lavia, Mattia Orioli, Tommaso Rinaldi, Giulio Magalini, Davide Gardini, Tommaso Ichino.
CENTRALI
Roberto Russo, Giovanni Gargiulo, Giovanni Sanguinetti, Pardo Mati, Francesco Comparoni, Gianluca Galassi, Lorenzo Cortesia, Leandro Mosca, Andrea Truocchio, Marco Pellacani.

Ufficializzate le liste delle atlete per la stagione 2026



Durante la conferenza stampa di presentazione della stagione azzurra attualmente in corso, il CT Julio Velasco ha illustrato i programmi di lavoro stagionali e, al contempo, ha reso nota la lista della atlete che prenderanno parte agli impegni azzurri dell’estate 2026.

SQUADRA A

PALLEGGIATRICI
Carlotta Cambi, Alessia Orro, Chidera Blessing Eze.
LIBERI
Ilaria Spirito, Eleonora Fersino, Ilenia Moro.
OPPOSTE
Merit C. Adigwe, Paola Egonu, Josephine Obossa.
SCHIACCIATRICI
Alice Tanase, Stella Nervini, Myriam Sylla, Loveth Omoruyi, Gaia Giovannini, Ekaterina Antropova.
CENTRALI
Denise Meli, Dalila Marchesini, Linda Nwakalor, Sarah Fahr, Anna Danesi, Linda Manfredini.

SQUADRA B

PALLEGGIATRICI
Asia Bonelli, Francesca Scola.
LIBERI
Federica Pelloni, Sara Panetoni.
OPPOSTE
Giorgia Frosini, Binto Diop.
SCHIACCIATRICI
Alessia Bolzonetti, Alice Nardo, Valeria Battista, Beatrice Gardini, Anna Piovesan.
CENTRALI
Katja Eckl, Sara Caruso, Veronica Costantini, Islam Gannar.

*La lista ufficiale delle 30 atlete per la VNL sarà resa nota il 13 maggio. 

Presentata a Milano la stagione delle Nazionali azzurre



Si è tenuta questa mattina, nella bella cornice del Belvedere “Silvio Berlusconi” di Palazzo Lombardia a Milano, la conferenza stampa di presentazione della stagione 2026 delle Nazionali azzurre seniores e giovanili di pallavolo.

All’incontro, tenutosi in una sala gremita, erano presenti i rappresentanti delle istituzioni politiche e sportive nazionali e locali, i vertici federali accompagnati da numerosi rappresentanti territoriali, i partner ufficiali e naturalmente, le principali testate giornalistiche italiane.

Relatori di giornata sono stati il presidente FIPAV Giuseppe Manfredi, il sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi, i due Commissari Tecnici delle Nazionali seniores Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, il Direttore Tecnico del settore giovanile femminile Marco Mencarelli e il Direttore Tecnico delle Nazionali giovanili maschili Vincenzo Fanizza. A moderare la presentazione, la giornalista di Sky Sport Federica Lodi e il giornalista di Rai Sport Edi Dembinski.

Il primo intervento è stato del sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, presente al tavolo dei relatori: “La Lombardia è uno dei motori della pallavolo italiana: un movimento numeroso, organizzato, diffuso e socialmente rilevante. Secondo il Terzo Quaderno dell’Osservatorio FIPAV (analisi 2010–2024), la nostra regione si conferma ai vertici nazionali per numero di atleti e società affiliate, contribuendo in modo determinante alla crescita del movimento pallavolistico italiano. Sul nostro territorio contiamo su oltre 65.000 atleti, più di 600 squadre e una media di 40.000 gare disputate ogni anno. Risultati resi possibili dall’impegno quotidiano della Federazione Italiana Pallavolo, delle società sportive e dalla passione di tanti ragazzi e ragazze. Il volley è tra le discipline più praticate in Lombardia e abbiamo ben 4 squadre in Serie A su 14, nessun’altra Regione ne ha così tante. Un patrimonio collettivo per le nostre comunità, che rafforza l’identità sportiva della Lombardia”

La parola è poi passata al presidente federale Giuseppe Manfredi“Vorrei ringraziare innanzitutto la Regione Lombardia, che da qualche anno ci ospita a Milano, i nostri sponsor e la stampa, oggi presente numerosa, che in silenzio svolge un lavoro prezioso e racconta quotidianamente il nostro mondo. Vincere medaglie in tutto il mondo ha sempre una ricaduta importante sul territorio. L’investimento che fa la Federazione sulle squadre nazionali è sempre finalizzato all’incremento del valore dell’intero movimento in termini di praticanti e di tesserati. La FIPAV oggi è all’avanguardia in tanti settori; penso ad esempio al valore dei settori giovanili che sono uno dei nostri fiori all’occhiello. Parlando della competizione più importante di questa stagione, i Campionati Europei, posso dire che ci teniamo a fare bene anche perché una vittoria nella competizione garantirà un posto ai prossimi Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Ricordo lo sforzo che è stato fatto per l’intera organizzazione della rassegna del 2023, ma ricordo soprattutto la soddisfazione conclusiva per aver regalato un grande spettacolo in nove città italiane. In questa edizione 2026 cominceremo da Napoli, dove giocheremo in un luogo davvero suggestivo come Piazza del Plebiscito; sarà uno spot per tutto il nostro sport. Dopo andremo a Modena, culla del volley, poi a Torino e Milano con le fasi finali. Stiamo registrando un fortissimo interesse attorno ai nostri eventi e la biglietteria ci sta regalando soddisfazioni; anche grazie al nostro partner TicketOne. Quest’anno la FIPAV festeggia i suoi primi 80 anni. Abbiamo deciso di celebrare questa importante ricorrenza andando in provincia e in periferia. Verranno organizzati tantissimi eventi a livello locale per dare un sentito riconoscimento a chi, nell’ombra, si prodiga ogni giorno per il bene della pallavolo”.

Ha preso successivamente la parola il Direttore Tecnico delle squadre Nazionali giovanili femminili Marco Mencarelli“Credo che nel nostro lavoro sia la costanza che questa Federazione ha avuto nel tempo che abbia portato ai numeri registrati nelle ultime annate sportive. Ad esempio, nel 2025/2026 abbiamo visionato 122 ragazze con indici veramente importanti e di grande prospettiva e, per la prima volta da quando sono Direttore Tecnico, sono ragazze provenienti da tutti e 21 i Comitati FIPAV. Questo significa che tutto il movimento sta crescendo, anche nelle regioni più piccole. Parlando di obiettivi: non sono mai sceso in campo per andare al di sotto del massimo valore che attribuisco alle mie squadre. Quest’anno dobbiamo onorare la storia azzurra come facciamo sempre, il podio è il nostro punto di riferimento. Dobbiamo giocare match importanti e insegnare alle giovani ragazze a stare in quelle partite che contano, per consentire loro, all’arrivo in Seniores, di essere pronte e preparate.”

Queste, invece, le parole del Direttore Tecnico delle squadre Nazionali giovanili maschili, Vincenzo Fanizza: “Quest’anno abbiamo visionato quasi mille atleti, lavoriamo quotidianamente su tutto il territorio. Per noi tecnici è importante andare sul territorio perché riusciamo a visionare tanto e formare poi le squadre che rappresenteranno l’Italia nelle più importanti competizioni continentali e mondiali. Da queste selezioni vengono fuori i giocatori che poi comporranno le future nazionali maggiori, quindi abbiamo una grandissima responsabilità”.

Queste le dichiarazioni del Commissario Tecnico della Nazionale femminile, Julio Velasco“Noi dobbiamo pensare che, negli ultimi anni, abbiamo anche perso e non solo vinto perché penso che il miglior modo di perdere sia continuare a festeggiare. Mentre noi festeggiamo, tutte le altre nazionali accumulano rabbia, fame e si allenano ogni giorno per batterci. Dobbiamo provare sempre nuove situazioni e adattarci a quello che ci aspetta. Vorrei ringraziare i club di Serie A, perché senza il loro lavoro non ci sarebbero le giocatrici per la Nazionale. Le nostre atlete devono dimostrare, in A1 e anche in A2, che riescono a stare in contesti importanti. Al giorno d’oggi si gioca tanto e quindi andremo ad affrontare i primi impegni concedendo ad alcuni elementi del gruppo un po' di riposo, perché l’estate è molto lunga. Noi lanceremo giocatrici nuove che dovranno superare le prime emozioni delle grandi manifestazioni e devo dire che sono molto fiducioso. Abbiamo una lista della nazionale A e una lista della nazionale B, mentre il 13 maggio consegneremo la lista ufficiale per la VNL.” 
Durante la presentazione il CT ha speso anche parole di elogio per la campionessa Monica De Gennaro che, come noto, ha lasciato la maglia azzurra al termine della vittoria del Mondiale 2025. “E’ una giocatrice e una ragazza straordinaria che ha concluso il suo percorso in Nazionale e io avrei sicuramente piacere che lei possa, prima o poi, entrare nel nostro staff.”

Ultimo relatore è stato il Commissario Tecnico della Nazionale seniores maschile Ferdinando De Giorgi“Dietro ai grandi successi c’è sempre un grande lavoro. La mentalità delle squadre che vogliono continuare a vincere fa la differenza. Sono d’accordo con quello che ha detto Julio sul fatto che dobbiamo pensare e ricominciare come se avessimo perso. In nazionale convochiamo atleti con una grande cultura del lavoro, ragazzi che non si risparmiano. Non sono tante le squadre che vincono nuovamente perché ripetersi è molto complesso per tantissime ragioni. La nostra sfida sarà proprio questa: motivare tutti gli atleti a fare ancora meglio. Quest’anno penso ad esempio a Bovolenta, un ragazzo giovanissimo che nel suo club si è preso delle responsabilità importanti. Questo è quello che cerco, voglio dare fiducia e opportunità a giocatori di questo tipo. Quest’anno giocheremo, come nel 2023, l’Europeo in casa. Del 2023 ho un ricordo eccezionale: in ogni palazzetto si respirava un calore enorme. Mi aspetto anche quest’estate un forte entusiasmo attorno a questa squadra. Sarà un torneo difficile e non dovremo avere l’angoscia di vincere altrimenti saremo sopraffatti. Dovremo avere, invece, la giusta tensione ed essere consapevoli della nostra forza. Cominceremo con la VNL, sarà un’occasione per far giocare tanti atleti che hanno di solito meno spazio e giovanissimi che esordiranno per la prima volta con la seniores.”

Dopo il momento dedicato alle nazionali azzurre, è stato il numero uno federale Manfredi a parlare della copertura televisiva garantita alle nazionali azzurre in questa stagione 2026; il presidente ha sottolineato che per la prima volta in assoluto tutte le gare amichevoli in Italia avranno una doppia copertura che sarà garantita dalle reti Rai e Sky e, per questo, ha coinvolto nell’intervento il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida e quello di Sky Sport Federico Ferri. 

Prima della chiusura dei lavori c’è stato l’intervento del giornalista Roberto Condio, invitato dai moderatori a presentare il suo nuovo libro, “I capolavori della pallavolo”. Il volume è stato scritto per conto della Federazione Italiana Pallavolo con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani ed edito da Calzetti e Mariucci. Nel volume sono raccolte tutte le 224 medaglie del volley italiano, suddivise in sei capitoli.

venerdì 24 aprile 2026

Quando il merito non basta, e la burocrazia vince sempre: Romeo Sorrento negata la deroga per l'A2 al PalaAtigliana. si ripartirà dalla A3



C'è un momento in cui le parole smettono di essere semplici dichiarazioni e diventano grida. Parole che escono dalla bocca di chi ha sacrificato tutto — tempo, denaro, energie, sogni — e si sente rispondere con un "NO" che suona come uno schiaffo. Fabrizio Ruggiero, presidente della Romeo Sorrento Folgore Massa, quel "NO" lo ha ricevuto in pieno volto. E fa male. Fa male a lui, fa male ai suoi giocatori, fa male all'intera penisola sorrentina che aveva finalmente assaporato il profumo della pallavolo che conta.

Due anni. Due anni di imprese sportive straordinarie, quasi impossibile da raccontare senza sembrare esagerati. Cinquanta punti in un campionato, vittoria dei playoff, Coppa Italia alzata al cielo, Supercoppa conquistata. Poi il salto in Serie A2 Credem Banca, il grande palcoscenico, e anche lì la squadra non ha tremato: salvezza conquistata con due giornate di anticipo, decimo posto finale, a soli tre punti dai playoff. Quei tre punti che, visti dall'esterno, sembrano poca cosa. Che, vissuti dall'interno, rappresentano una stagione intera di sudore, di rinunce, di partite giocate con l'anima in gola in un palazzetto piccolo ma bollente, traboccante di passione.

E il PalAtigliana, quel gioiello modesto di Sorrento, di passione ne ha respirata tanta. Troppa, forse, per restare in silenzio davanti a questa ingiustizia.

Il muro dei mille posti

La regola è semplice, nella sua crudeltà: per giocare un secondo anno di A2 al PalAtigliana, la capienza doveva salire a mille spettatori. Oppure — alternativa concessa dalla Lega — i lavori per il nuovo palazzetto di Massa Lubrense dovevano essere già a buon punto di avanzamento. La società ha presentato tutto quello che aveva: un documento ufficiale del Comune di Massa Lubrense che certifica l'inizio dei lavori e la conclusione entro quindici mesi, settembre 2027.

Non è bastato.

Non è bastato perché Sorrento vive in una condizione di paralisi istituzionale senza precedenti: il comune è commissariato da oltre un anno, senza sindaco, senza amministrazione, senza qualcuno con cui sedersi a un tavolo per trovare soluzioni. Non puoi aumentare la capienza di un palazzetto dialogando col vuoto. Non puoi costruire il futuro quando le istituzioni non ci sono.

E come se questo non fosse già abbastanza, dalla consulta delle società è emersa un'altra proposta: un deposito fideiussorio di centomila euro come condizione per ottenere la deroga. Centomila euro per comprare un anno. Fabrizio Ruggiero usa una parola sola per definire chi lo avrebbe fatto: FOLLI. E ha ragione. Perché una società che crede nel proprio progetto non compra le deroghe. Le guadagna sul campo.

Una rabbia dignitosa

Quello che colpisce nelle parole del presidente non è la frustrazione — quella sarebbe comprensibile, umana, inevitabile. Quello che colpisce è la dignità con cui porta questa ingiustizia. È la voce di chi sa di aver fatto tutto il possibile, di chi non ha mai chiesto favori quando poteva cavarsela da solo.

L'anno scorso, con un sindaco in galera e uno scandalo politico che avrebbe affossato chiunque, la Romeo Sorrento non ha chiesto niente a nessuno. Ha iscritto la squadra in A2, ha trovato l'impianto di Aversa per rispettare le regole, ha stretto i denti e ha giocato. Quando mancavano nove centimetri all'altezza regolamentare del PalAtigliana, erano andati ad Agerola senza fare una piega. Senza protestare. Senza mendicare eccezioni.

"Quando si è trattato di fare cose dipendenti da noi, ci siamo assunti le responsabilità e le abbiamo fatte."

Queste parole pesano come pietre. Perché dicono una cosa semplice e devastante: noi abbiamo sempre rispettato il patto. Voi no.

Il pubblico che meritava di più

C'è un numero che brucia più di tutti gli altri, in questa storia. La Romeo Sorrento, con i suoi seicento posti al PalAtigliana — il limite imposto dalla deroga — si è collocata nel mezzo della classifica delle presenze dell'intero campionato di A2. Nel mezzo. Con la metà dei posti disponibili rispetto alla norma. Ci sono stati palazzetti ben più grandi che non hanno raggiunto quelle medie.

A Sorrento la gente pagava biglietti a prezzi alti, perché il club ha voluto dare dignità al prodotto, ha voluto che la Serie A2 venisse percepita come quello che è: pallavolo seria, pallavolo vera, pallavolo che merita rispetto. E il pubblico ha risposto. Sempre. Ogni volta.

Quella gente meritava un altro anno. Quelle famiglie che riempivano il PalAtigliana, quei ragazzi che per la prima volta vedevano dal vivo una squadra della propria città giocare ai massimi livelli nazionali — meritavano che il sistema li proteggesse, non li punisse.

La Serie A3 come atto di resistenza

La decisione è presa: la Romeo Sorrento Folgore Massa resterà a Sorrento. Non si muove. Non porta la squadra lontano, non svende il titolo al miglior offerente, non abbandona la penisola sorrentina in nome di convenienze altrui. Cederanno il titolo di A2, acquisiranno quello di A3, e ripartiranno. Da casa loro.

"Il movimento sportivo da qua non si muove. Questa è casa nostra."

È una frase che vale più di qualsiasi risultato sportivo. È la dichiarazione di chi sa che il calcolo economico più semplice sarebbe andarsene, trovare un palazzetto altrove, continuare in A2 sotto altra bandiera. E invece no. Si resta. Si soffre. Si ricomincia.

La squadra che nascerà per la prossima stagione — già costruita, già definita nei nomi anche se ancora segreta — sarà, nelle parole del presidente, "composta innanzitutto da persone arrabbiate". Giocatori che hanno capito. Che sanno cosa è stato tolto. Che hanno firmato contratti biennali pensando già alla A2, perché questo è l'obiettivo: tornare subito. Tornare presto. Tornare arrabbiati.

Il tempo delle sentinelle

Ma la vera battaglia non si gioca sul campo. Si gioca fuori, nelle istituzioni, nei palazzi della politica, in quei luoghi dove da cinquant'anni — cinquant'anni, dice Ruggiero, e la parola pesa come un'accusa — la mediocrità ha frenato i sogni di una terra intera.

Il nuovo palazzetto di Massa Lubrense deve nascere. Deve farlo entro settembre 2027. Non è un'opzione, non è un auspicio: è una condizione necessaria. E la Romeo Sorrento si candida a fare da sentinella instancabile, come la chiama il presidente. Chiunque si presenti alle prossime elezioni dovrà rispondere a una domanda precisa: sei disposto a impegnarti concretamente per la realizzazione di quell'impianto nei tempi previsti? Sì o no? Senza ambiguità, senza promesse vaghe, senza la politica del rinvio che ha già rubato troppo.

Non fanno politica, a Sorrento. Ma sanno riconoscere chi merita la loro fiducia e chi no.

Una storia che non finisce qui

Ci sono storie sportive che finiscono con una retrocessione e vengono dimenticate. Questa non finirà così. Perché la Romeo Sorrento Folgore Massa non è solo una squadra di pallavolo: è diventata il simbolo di una comunità che ha deciso di non rassegnarsi. Di una penisola sorrentina che vuole lo sport che merita, gli impianti che merita, il futuro che merita.

La deroga negata è una ferita. Ma le ferite, a volte, danno la misura di quanto si ama qualcosa. E qui, a Sorrento, si ama la pallavolo in modo viscerale, profondo, quasi irrazionale.

Quella rabbia che il presidente Ruggiero porta dentro — quella stessa rabbia che trasmetterà ai suoi giocatori, che vestirà le maglie della A3 come fossero divise da battaglia — è la benzina più pura che esista nello sport. Non si compra. Non si costruisce. Nasce da un'ingiustizia subita e trasformata in energia.

Arrivederci presto, Serie A2. Sorrento torna.

Secondo collegiale per la Nazionale B allenata da Carlo Parisi



Secondo ritiro al Centro Federale Pavesi di Milano per la Nazionale Seniores B femminile di Carlo Parisi. Le azzurre si ritroveranno per una cinque giorni di lavoro che inizierà lunedì 27 e terminerà giovedì 30 aprile. 

LE 11 ATLETE CONVOCATE

Valeria Battista, Federica Pelloni (UYBA Volley); Alessia Bolzonetti (Volley Bergamo); Asia Bonelli (HR Volley Macerata); Sara Caruso, Alice Nardo, Anna Piovesan (Consolini Volley); Veronica Costantini (Igor Volley); Giorgia Frosini, Islam Gannar, Francesca Scola (Volley Talmassons). 

Terza settimana di lavoro per la nazionale femminile di Julio Velasco



La Nazionale femminile di pallavolo dell'Italia prosegue il proprio percorso di preparazione con una nuova fase di lavoro agli ordini del commissario tecnico Julio Velasco. Dopo i primi due collegiali che hanno coinvolto un gruppo ristretto di 11 atlete, lo staff azzurro amplia ora il bacino delle convocate, segnando un passaggio significativo nella costruzione della squadra per i prossimi impegni internazionali.

Dal 27 al 30 aprile, presso il Centro Federale Pavesi, saranno infatti 14 le giocatrici impegnate nella terza settimana di allenamenti. Un incremento numerico che non è soltanto quantitativo, ma rappresenta anche una fase di valutazione più ampia per il CT, intenzionato a testare nuove soluzioni e verificare la condizione atletica e tecnica di un gruppo sempre più competitivo.

Un gruppo allargato tra conferme e novità

Tra le convocate figurano atlete già inserite nei precedenti raduni e nuovi innesti provenienti da diverse realtà del campionato italiano. La distribuzione delle chiamate evidenzia una forte presenza di club di vertice e realtà emergenti, a testimonianza della profondità del movimento nazionale.

Ecco l’elenco completo delle azzurre selezionate:

  • Carlotta Cambi (Igor Volley)
  • Binto Diop (Cuneo Volley)
  • Katja Eckl, Josephine Obossa (UYBA Volley)
  • Chidera Blessing Chinyere Eze, Linda Manfredini, Denise Meli (Volley Bergamo)
  • Dalila Marchesini (ASD Altino)
  • Gaia Giovannini, Loveth Omoruyi (Megabox Vallefoglia)
  • Ilenia Moro (Pallavolo Pinerolo)
  • Stella Nervini, Ilaria Spirito (Chieri ’76)
  • Alice Tanase (Azzurra Volley Firenze)

Il lavoro di Velasco: costruzione e identità

Il lavoro di Julio Velasco si inserisce in un momento cruciale per la nazionale, chiamata a difendere il prestigio conquistato come campione olimpico e mondiale. L’allargamento del gruppo indica la volontà di creare una base solida e competitiva, capace di affrontare un calendario internazionale sempre più impegnativo.

L’obiettivo non è soltanto mantenere gli standard elevati raggiunti negli ultimi anni, ma anche introdurre gradualmente nuove energie e prospettive tecniche. In questo senso, i collegiali rappresentano un banco di prova fondamentale per valutare l’integrazione tra giocatrici più esperte e giovani in rampa di lancio.

Verso i prossimi impegni

Questa fase di preparazione al Centro Federale Pavesi sarà determinante per definire le gerarchie e affinare i meccanismi di gioco. Le scelte di Velasco nelle prossime settimane potrebbero delineare l’ossatura della squadra che affronterà le competizioni internazionali della stagione.

L’impressione è quella di una nazionale in evoluzione, che punta a consolidare la propria identità vincente senza rinunciare al rinnovamento. Un equilibrio delicato, ma necessario per restare ai vertici del volley mondiale.

sabato 18 aprile 2026

Lube Civitanova nella storia, dal sesto posto alla Finale Scudetto. Rana Verona crolla in tre set



Play Off SuperLega Credem Banca Civitanova vince 3-0 Gara 4 contro Verona e vola in Finale per l’undicesima volta nella sua storia Risultato Gara 4 Semifinali Play Off SuperLega Credem Banca: Cucine Lube Civitanova-Rana Verona 3-0 (25-23, 25-19, 25-20)

La Finale Play Off Credem Banca 2025/26 ha la sua seconda protagonista! Cucine Lube Civitanova, del sorrentino Giovanni Maria Gargiulo con la vittoria di questa sera per 3-0 contro Rana Verona in Gara 4 delle Semifinali Scudetto si aggiudica così il pass per l’atto finale, che vedrà i cucinieri sfidare Sir Susa Scai Perugia in una serie che si preannuncia adrenalinica ed emozionante già da ora. Per Cucine Lube Civitanova è l’undicesima Finale Scudetto; Rana Verona, invece, esce di scena dopo una stagione che l’ha vista alzare al cielo la Del Monte® Coppa Italia SuperLega e arrivare in Finale di Supercoppa. L’anno prossimo, inoltre, gli scaligeri parteciperanno alla CEV Champions League.

A prendersi la scena è, tra gli altri, Eric Loeppky: MVP del match e autore di 15 punti nel corso della sfida, con 3 ace e 12 attacchi. In doppia cifra anche Aleksandar Nikolov (13 punti di cui 1 ace e 2 muri) e Mattia Bottolo, che chiude con 12 sigilli mettendo a referto ben 5 muri, decisivi soprattutto nel corso del terzo set. In casa Rana, invece, sfonda il muro della doppia cifra il solo Noumory Keita (15), con Fabio Soli che nel corso del match ha dato spazio a tutte le risorse a sua disposizione; per Francesco Sani i punti sono 9, 8 quelli di Aidan Zingel.

Dopo un avvio di carattere da parte di Verona (parziale di 5-1 con due ace di Mozic) i padroni di casa si ritrovano e, aiutati dagli 8 punti di Loeppky (88% in attacco) centrano il sorpasso che permette alla formazione di Medei di chiudere 25-23 il primo set. Il secondo parziale vede partire aggressivi Balaso e compagni, con la free-ball sfruttata da Bottolo (6-3) che porta Verona a chiamare il time-out. Il muro di Nikolov porta i suoi sul 13-6, Verona accorcia fino al 18-14 ma Civitanova continua ad allungare: il muro di Bottolo su Sani vale il set-point grazie all’ausilio del Videocheck, ma il punto che vale il 2-0 nel conto dei parziali nasce da un errore in battuta proprio di Sani, autore comunque di 6 punti nel set.

I due muri consecutivi di Bottolo (9-3 Civitanova) lanciano i cucinieri verso la conquista del terzo set: lo schiacciatore azzurro mura anche Keita per il 13-4 mentre Sani – con due ace consecutivi – costringe Medei al time-out. Civitanova continua a spingere nonostante il tentativo di rientro di Verona con due servizi vincenti di fila di Keita; il punto che vale la seconda Finale Play Off consecutiva, nonché l’ottava nelle ultime nove edizioni, porta la firma di Aleksandar Nikolov.

Il round 1 della Finale è in programma giovedì 30 aprile, alle 20.30: Sir Susa Scai Perugia si prepara ad affrontare Cucine Lube Civitanova, per una Finale che si è già ripetuta fin qui cinque volte e che si prepara così per il suo sesto capitolo.


Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-0 (25-23, 25-19, 25-20)

Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 12, Gargiulo 4, Loeppky 15, Nikolov 13, Podrascanin 5, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. D'Heer, Hfaiedh, Tenorio. All. Medei.

Rana Verona: Christenson 3, Mozic 4, Zingel 8, Ferreira Souza 3, Keita 15, Vitelli 0, Bonisoli (L), Planinsic 0, D'Amico 0, Staforini (L), Sani 9, Glatz 0, Nedeljkovic 3. N.E. Valbusa. All. Soli.

ARBITRI: Cesare (RM) e Zanussi (RM)

Note: durata set 25’, 27’, 25’. Totale: 1h 17’. Civitanova: errori al servizio 14, ace 6, muri 11, attacco 56%, ricezione 36% (15%). Verona: errori al servizio 17, ace 7, muri 6, attacco 53%, ricezione 32% (12%). Spettatori: 4.153. MVP: Loeppky.

Credit Photo: Cucine Lube Civitanova



domenica 12 aprile 2026

Romeo Sorrento medaglia di Bronzo alla Del Monte® Boy League 2026



Una tre giorni straordinaria a livello nazionale porta i giovani sorrentini sul terzo gradino del podio della Del Monte® Boy League 2026, al termine di un percorso che ha saputo unire talento, carattere e grande pallavolo. 

Tre giorni, cinque partite, una medaglia. La Romeo Sorrento Under 14 ha scritto una pagina bellissima della pallavolo giovanile sorrentina, conquistando il terzo posto nella Del Monte® Boy League 2026 — prima manifestazione di livello nazionale della carriera di questi ragazzi. Un risultato che vale doppio, perché ottenuto contro alcune delle realtà più competitive del panorama italiano, e perché maturato con una crescita evidente gara dopo gara. 

Il cammino verso il podio 

La cavalcata sorrentina è cominciata giovedì con un netto 3-0 rifilato ai campioni uscenti della Cucine Lube Civitanova, un segnale immediato delle ambizioni del gruppo. Il venerdì ha poi confermato il carattere della squadra: due vittorie consecutive per 2-1, entrambe in rimonta — prima contro la Sir Susa Scai Perugia, poi contro la Vero Volley Monza. Tre vittorie, zero sconfitte alla vigilia delle semifinali. 

In semifinale l'avversaria è stata la fortissima Itas Trentino — poi vincitrice del torneo. Perso il primo set 25-23 in un equilibrio costante, i sorrentini hanno giocato un secondo parziale di grande spessore tecnico, chiuso 25-22. Il terzo set ha raccontato qualcosa di diverso: un blackout iniziale ha permesso a Trento di allungare sul 6-1, e nonostante la rimonta fino al 13-12 il braccino ha tradito i ragazzi di Fiorentino sul più bello, con il set finale che si è chiuso 15-12. Un pizzico di rammarico, ma anche la consapevolezza di aver lottato fino all'ultimo punto contro la squadra che avrebbe poi alzato il trofeo. 

Nella finalina per il bronzo contro la MA Acqua San Bernardo Cuneo, la Romeo Sorrento ha dominato il primo set 25-10 in maniera perentoria. Ceduto il secondo 21-25 quasi per eccesso di tensione, nel tie-break i sorrentini non hanno mai perso il comando delle operazioni, portando a casa la medaglia di bronzo con pieno merito. 

Lo staff tecnico

Primo Allenatore: Andrea Fiorentino, Secondo Allenatore: Flavio Aiello, Dirigente accompagnatore: Paolone Gargiulo 

Il roster 

Palleggiatori: Andrea Capodilupo, Cristian Luigi Ioviero. Opposti: Geraldo Belgarbo, Samuel Guida. Schiacciatori: Giovanni Russo, Matteo Mascambruno Comite, Riccardo Antonetti, Davide Corcione. Centrali: Massimo Fienga, Luigi Iaccarino, Francesco Cavezza, Matias Zanoni. Liberi: Nello Pollio, Antonio Villani. 

Un punto di partenza, non d'arrivo 

Ciò che ha colpito di più in questa tre giorni non è solo il risultato — pure eccellente per una squadra alla prima uscita nazionale — ma il modo in cui è stato costruito. Questi ragazzi, nati dal progetto #insiemesipuò che unisce Romeo Sorrento e Volley Meta, hanno dimostrato un livello tecnico almeno pari a quello dei settori giovanili delle migliori società di A1. L'unico gap emerso, quello nella gestione emotiva dei momenti cruciali, è più che comprensibile trattandosi della loro prima esperienza ad un torneo di questa portata: mai prima avevano avuto modo di misurarsi con avversari di questo calibro. 

Una squadra coesa, capace di reagire quando era sotto e di non mollare mai, anche nei momenti in cui il risultato sembrava sfuggire. Un gruppo che ha giocato a testa alta contro Lube, Perugia, Monza, Trento e Cuneo — nomi che rappresentano il meglio della pallavolo giovanile italiana. 

Queste le dichiarazioni di Andrea Fiorentino (allenatore Romeo Sorrento Under 14):  

"Questo terzo posto è un traguardo importante, ma soprattutto è un punto di partenza. Abbiamo perso soltanto una partita, una semifinale combattutissima contro Trento, che poi ha dimostrato tutto il suo valore vincendo la manifestazione. Consapevolezza della forza di questo gruppo: un gruppo stupendo, coeso, capace di sostenersi nei momenti difficili e di esprimere una pallavolo di alto livello contro avversari fortissimi." 

Forza ragazzi. Questa medaglia è solo l'inizio.