Il libero gialloblù, alla quattordicesima stagione in maglia Imoco, racconta la vigilia della finale: «C’è ancora agitazione, ma è adrenalina»
Sabato 24 ottobre, alle 18, il PalaFlorio di Bari ospiterà la finale della Supercoppa di A1 femminile, primo trofeo della stagione. Di fronte la Prosecco Doc Imoco Conegliano e la Savino Del Bene Scandicci, due squadre che negli ultimi anni si sono incontrate molte volte.
Le Pantere arrivano all’appuntamento con quattro vittorie in altrettante giornate di campionato e senza aver ancora ceduto un set. A tre giorni dalla gara il clima in casa gialloblù lo racconta Monica De Gennaro, intervistata da Cristina Andretta sul Gazzettino di Treviso di oggi.
L’adrenalina della vigilia
Quattordici stagioni a Conegliano e una bacheca che racconta buona parte della storia recente della squadra non bastano a spegnere le emozioni prima di una finale. "Sì, l’agitazione c’è ancora", ammette Monica, spiegando che per lei "non è paura né ansia ma adrenalina, che aiuta a essere più concentrati".
Alla domanda su cosa le venga in mente pensando alla finale, De Gennaro risponde con la partita di sabato. Sa che la stagione è appena cominciata, ma sottolinea che la squadra ha lavorato nei mesi scorsi per arrivare pronta: "Siamo pronte, poi vedremo come andrà".
Scandicci, una sfida con novità da entrambe le parti
Le due squadre si conoscono bene, ma non mancano gli elementi di incertezza. Secondo De Gennaro, "Scandicci ha cambiato qualcosa nel roster e anche Conegliano ha qualche novità. Nella stagione in corso le due formazioni non si sono ancora affrontate e il campionato è partito da pochissimo, per cui mi aspetto una bella partita".
Il 3-0 a Talmassons e il peso della pressione
L’ultimo test prima di Bari è stato il 3-0 contro Talmassons, in cui Conegliano ha dovuto gestire un secondo set nel quale le avversarie hanno recuperato un ampio svantaggio. De Gennaro però non parla di difficoltà: spiega che il largo vantaggio ha portato un calo involontario di attenzione e che le friulane ne hanno approfittato per rientrare.
Monica coglie l’occasione per descrivere la condizione di chi gioca contro le campionesse: "per le altre squadre è più facile, perché non hanno nulla da perdere e vincere anche un solo set contro di noi sembra un’impresa. Per Conegliano la pressione è sempre altissima, perché se si perde un set ci si chiede subito cosa sia successo, mentre una vittoria per 3-0 non fa notizia".
Dalla seconda linea De Gennaro vede tutto il campo, e nei momenti delicati cerca soprattutto lo sguardo di Gabi. "Con Asia evito di incrociare gli occhi perché ha già molto a cui pensare. Con Gabi invece capita lo scambio di un’occhiata, perché è una giocatrice che quando cambia marcia fa la differenza: anche contro Talmassons, nei momenti decisivi, ha messo a terra due o tre palloni prendendosi la responsabilità della squadra".
La Monica fuori dal campo
Dietro la protagonista di tante vittorie c’è, per sua stessa descrizione, una persona molto semplice. Nei giorni liberi la priorità è il relax: dormire, riposare, leggere, guardare un film. Ogni tanto si dedica alla cucina, quando è nel suo «periodo cucina», anche se ammette di non essere «proprio una cuoca». Il suo piatto forte, tra le risate, è la granola per colazione, più salutare di quella che si compra, mentre dolci e ricette complesse restano fuori dal menu.
Sul Palaverde, dove gioca da quattordici stagioni, la risposta è breve: "Ormai qui mi sento a casa. Il gruppo funziona bene nel suo insieme e non c’è una compagna in particolare con cui staccare dopo la gara: spesso si va a cena tutte insieme per svagarsi".
Capitolo scaramanzia: De Gennaro ammette di avere i suoi riti, da «vera terrona», sorride, ma si guarda bene dal rivelarli. L’importante, spiega, è avere un’abitudine fissa, che le permette di entrare nel mood partita.
Tutto pronto, dunque, per sabato al PalaFlorio: Conegliano per aggiungere un altro trofeo a una bacheca già ricchissima, Scandicci per rovinare i piani delle Pantere.
Le dichiarazioni di Monica De Gennaro sono tratte dall’intervista di Cristina Andretta pubblicata oggi sul Gazzettino di Treviso.
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