lunedì 31 agosto 2026

Europei, sarà ancora Italia-Svezia nei quarti: le scandinave travolgono la Cechia 3-0

 



BRNO (Cechia) – Il quadro del tabellone si completa e definisce il prossimo ostacolo sul cammino europeo dell'Italia femminile di pallavolo. Sarà la Svezia l'avversaria delle azzurre nei quarti di finale del Campionato Europeo 2026, in programma mercoledì 2 settembre alle ore 19.00 sul taraflex di Brno.

Nell'ultimo ottavo di finale disputato in serata, la selezione scandinava ha sfoderato una prestazione maiuscola superando con un perentorio 3-0 (25-21, 25-18, 25-22) le padrone di casa della Repubblica Ceca.

Il verdetto del campo: Svezia spietata, Cechia eliminata

L'attesissimo scontro tra le due nazioni ospitanti degli Europei di pallavolo, la Svezia, terza classificata nel Gruppo D, e la Repubblica Ceca, seconda classificata nel Gruppo B, ha richiamato un folto pubblico al Centro Espositivo di Brno. Incoraggiate dal pubblico gremito fin dal fischio d'inizio, le padrone di casa si sono portate subito in vantaggio per 3-1 grazie a un ace di Ela Koulisiani. Entrambe le squadre hanno mostrato un'ottima difesa fin dall'inizio, dando vita a una serie di scambi spettacolari, ma inizialmente la Repubblica Ceca si è dimostrata più efficace, portandosi sul 7-4. Un'ottima serie di battute di Vilma Julevik ha poi ribaltato l'inerzia della partita a favore della Svezia, permettendo loro non solo di pareggiare il punteggio, ma anche di portarsi in vantaggio per 9-8 grazie al suo ace. La Svezia ha continuato ad aumentare il vantaggio, trascinata in attacco dalle sorelle Haak: Isabelle (9 punti nel set - 82% di successo in attacco) e Anna (5 punti). Il loro eccellente gioco offensivo ha permesso alla Svezia di portarsi rapidamente sul 16-11. Giocando con crescente sicurezza e forza in ogni aspetto del gioco, la Svezia ha ulteriormente allungato il vantaggio portandosi sul 19-13, mentre la Repubblica Ceca faticava a trovare il ritmo e commetteva diversi errori non forzati. La Svezia è stata quasi impeccabile nelle fasi finali (22-14) e Isabelle Haak ha chiuso il primo set con una potente schiacciata, regalando alla Svezia la vittoria per 25-19.

Il secondo set si è trasformato in una battaglia punto a punto serrata, con la Svezia che per prima è riuscita a portarsi in vantaggio di due punti, sull'8-6. La Repubblica Ceca ha risposto immediatamente con una serie di tre punti consecutivi, dando il via a un altro capitolo combattuto della partita. Entrambe le squadre non si sono risparmiate in difesa, mettendo in mostra un ottimo gioco di squadra e salvataggi spettacolari, mentre le loro attaccanti lottavano per trovare i punti decisivi. Di conseguenza, nessuna delle due squadre è riuscita a costruire un vantaggio significativo per gran parte del set. La svolta è arrivata durante il servizio di Anna Haak. I suoi servizi insidiosi, combinati con i forti attacchi delle sue compagne di squadra, tra cui la sorella Isabelle e Hanna Hellvig, hanno permesso alla Svezia di portarsi sul 19-14. La Repubblica Ceca, tuttavia, non si è arresa. Potenti schiacciate di Monika Brancuska (7 punti nel set), Monika Bukovska (5) ed Ela Koulisiani hanno permesso alle padrone di casa di rimontare e infine pareggiare il punteggio sul 22-22. Ma quando la Svezia si è trovata sotto pressione, ha potuto contare ancora una volta su Isabelle Haak (11 punti nel set!). La stella svedese ha messo a segno due schiacciate decisive per chiudere il set sul 25-23 e portare la sua squadra sul 2-0.

Anche il terzo set è iniziato in modo molto combattuto. Senza più margine di errore, la Repubblica Ceca si è portata in vantaggio per 11-8, ma il vantaggio è svanito rapidamente quando la Svezia ha risposto con un gioco solido, pareggiando il punteggio sul 13-13. Un ottimo lavoro a rete, soprattutto a muro, ha continuato a mettere in difficoltà le padrone di casa. Incoraggiate dai quasi 5.000 spettatori, le ceche non si sono arrese e hanno riconquistato un vantaggio di tre punti sul 18-15 grazie a un attacco di Michaela Mlejnkova. Tuttavia, nei momenti decisivi, la Svezia ha potuto contare ancora una volta su Isabelle Haak. La stella svedese ha offerto un'altra prestazione eccezionale, realizzando 11 punti nel solo set. Un ace di Vilma Julevik sul 19-19 ha dato il via alla rimonta decisiva della Svezia. Le ospiti hanno preso il controllo nelle fasi finali e hanno chiuso il set sul 25-21, completando una vittoria in due set e conquistando la qualificazione ai quarti di finale degli Europei di pallavolo per la seconda volta nella storia.

Isabelle Haak ha concluso la partita con ben 31 punti, tutti realizzati in attacco. Hanna Hellvig ha aggiunto 10 punti, mentre Monika Brancuška è stata la migliore marcatrice della Repubblica Ceca con 16 punti.La sfida tra Repubblica Ceca e Svezia prometteva equilibrio, ma sul campo le svedesi hanno mostrato una netto predominio fisico e tattico. Guidate dal loro braccio armato e punto di riferimento offensivo, le scandinave sono uscite alla distanza in tutti e tre i parziali, vanificando la spinta del pubblico locale di Brno.

Precedenti e insidie: incrocio già visto nella Pool D

Quello di mercoledì non sarà un confronto inedito. Italia e Svezia si sono infatti già incrociate soltanto pochi giorni fa nella prima fase a gironi (Pool D). In quell'occasione le ragazze di Julio Velasco si impennarono con un rotondo 3-0, dominando la gara dal primo all'ultimo scambio e chiudendo il raggruppamento al primo posto a punteggio pieno.

Nonostante il precedente favorevole, in casa Italia vige la regola della massima concentrazione. Come ricordato dallo stesso Velasco e dalle azzurre Myriam Sylla ed Eleonora Fersino al termine della vittoria contro la Bulgaria, la fase a eliminazione diretta "dentro o fuori" azzera quanto fatto nel girone. La Svezia vista in campo contro la Repubblica Ceca ha dimostrato di aver trovato ritmo, fiducia e chimica di squadra rispetto al match di debutto.

La corsa verso Istanbul

Per la Nazionale italiana si tratta di una sfida cruciale: la vincente del quarto di finale tra Italia e Svezia staccherà il pass per le semifinali del 5 settembre a Istanbul, dove si decideranno le medaglie continentali.

Le premesse per assistere a un grande spettacolo ci sono tutte: un'Italia solida, organizzata come un "orologio svizzero" e guidata dal tridente offensivo Egonu-Antropova-Sylla, affronterà una Svezia entusiasta e priva di pressione. L'appuntamento è fissato per mercoledì alle 19.00.

Italia d'acciaio in difesa: Fersino da applausi. "Ci avviciniamo all'obiettivo, ma conta solo il gruppo"



L'Italia travolge la Bulgaria 3-0 negli ottavi di finale del Campionato Europeo e vola ai quarti di finale. Tra le grandi protagoniste del successo azzurro c'è senza dubbio Eleonora Fersino, autrice di una prova magistrale in seconda linea: chilometri macinati sul taraflex, coperture e difese spettacolari che hanno reso pieno omaggio al ruolo del libero, garantendo continuità e sicurezza a tutto il sistema di gioco.

Al termine del match, Fersino ha commentato la prestazione con grande maturità, mettendo al centro del discorso la forza del gruppo.

La forza del collettivo prima del singolo

Un'analisi lucida e senza personalismi, che evidenzia lo spirito di squadra con cui la Nazionale sta affrontando la competizione continentale.

"Oggi è andata molto bene," ha esordito il libero azzurro. "Sono contenta per la partita sia a livello personale che di squadra, ma soprattutto per la squadra, perché la prestazione individuale passa in secondo piano. È ovvio che ogni giocatrice cerchi sempre di dare il massimo e il meglio di sé, ma ciò che conta davvero è quello che riusciamo a esprimere come gruppo. Oggi abbiamo fatto una gran gara e sono molto soddisfatta sotto tutti i punti di vista."

Obiettivo quarti di finale: "Step by step"

Con il successo netto ottenuto sulla Bulgaria, le azzurre compiono un altro passo fondamentale nel loro percorso europeo, mantenendo la testa ben salda sulle spalle in vista dei prossimi impegni.

"Siamo davvero molto contente," ha proseguito Fersino. "Ci stiamo avvicinando sempre di più al nostro obiettivo, ma procediamo step by step, un passo alla volta, perché prima dobbiamo disputare i quarti di finale."

Guardando al prossimo ostacolo, l'attenzione si sposta subito sull'analisi della prossima avversaria:

"Ora aspetteremo di capire quale sarà la nostra avversaria tra Svezia e Repubblica Ceca. La studieremo nei dettagli e, partita dopo partita, cercheremo di arrivare sempre più pronte per raggiungere il nostro traguardo."

Una prestazione difensiva di altissimo livello e una tenuta mentale da grande squadra confermano l'Italia tra le assolute protagoniste del torneo.

Italia ai quarti con grinta e il "tridente delle meraviglie". Sylla: "Il nostro primo avversario siamo noi stesse"

 


L'Italia travolge la Bulgaria con un netto 3-0 negli ottavi di finale del Campionato Europeo e strappa il pass per i quarti con una prova di forza e grande maturità. A trascinare le azzurre non è stata solo la qualità tecnica, ma un'attitudine mentale ferrea.

A testimoniarlo sono le parole di una delle grandi protagoniste del match, Myriam Sylla, intervenuta ai microfoni al termine dell'incontro con il suo consueto mix di entusiasmo, pragmatismo e personalità.

"Passo dopo passo: entusiasmo sì, ma con concentrazione"

Il traguardo dei quarti di finale è conquistato, ma in casa Italia lo sguardo è già rivolto in avanti. Nessun trionfalismo precoce, solo la consapevolezza di essere sulla strada giusta.

"È bellissimo, sono davvero contenta," ha esordito la schiacciatrice azzurra con un sorriso. "Procediamo un passo alla volta: sono entusiasta, ma al tempo stesso estremamente concentrata. Non voglio lasciarmi andare troppo, dobbiamo restare focalizzate sul nostro percorso."

Il segreto delle azzurre: "Sfida prima di tutto contro noi stesse"

Interpellata sull'ottima prestazione corale offerta contro le bulgare, Sylla ha colto l'occasione per ribadire la filosofia che guida il gruppo azzurro in questo torneo.

"Ne sono felice. Noi non dobbiamo pensare troppo a chi c'è dall'altra parte della rete," ha spiegato l'azzurra. "Chiaramente l'avversario è una componente del gioco, ma in primis il nostro primo rivale siamo noi stesse. Giochiamo prima contro noi stesse e poi contro chi abbiamo di fronte. Quello che ho visto oggi in campo mi è piaciuto tantissimo: è la dimostrazione che il lavoro fatto in allenamento sta ripagando."

Il tridente d'attacco fa scintille: "Bella la vita così!"

A fare la differenza sul terreno di gioco è stato ancora una volta un potenziale offensivo devastante, con un tridente d'attacco (formato da Egonu, Antropova e la stessa Sylla) capace di infiammare il match e scardinare la difesa avversaria.

Incalzata sui "fuochi d'artificio" regalati dai posti quattro e dagli opposti azzurri, Sylla ha risposto con la sua solita, travolgente schiettezza:

"Beh, che devo dire? È bella la vita così, a me piace! A qualcuno magari non piacerà, amen, ma io ne sono veramente felice."

Con un gruppo coeso, consapevole dei propri mezzi e trascinato dalla carisma di Sylla e delle sue compagne, l'Italia si proietta ai quarti con tutte le carte in regola per continuare a sognare in grande.

Italia da applausi agli Europei: travolta la Bulgaria 3-0. Velasco: "Prestazione di altissimo livello"

 


L'Italia femminile di pallavolo convince, regala spettacolo e stacca con merito il pass per i quarti di finale del Campionato Europeo. Un netto 3-0 ai danni della Bulgaria al termine di una sfida dominata in lungo e in largo, che ha confermato l'eccellente stato di forma delle azzurre.

A fine gara, il commissario tecnico Julio Velasco ha espresso grande soddisfazione per la prova delle sue giocatrici, sottolineando non solo la qualità del gioco espresso ma anche la tenuta mentale della squadra.

L'analisi del match: partenza e aggiustamenti

L'avvio di gara ha visto la Bulgaria provare a mettere in difficoltà le azzurre, ma la risposta della Nazionale non si è fatta attendere.

"È stata una partita molto buona da parte di tutte le giocatrici, comprese quelle entrate a gara in corso," ha esordito Velasco. "All'inizio avevamo qualche problema sulle palle alte della Bulgaria, che in difesa stava lavorando molto bene. Poi abbiamo corretto la posizione a muro e siamo riuscite a prendere il largo. È stata una grande prestazione, sia a livello individuale sia di squadra."

Fase di ricostruzione e soluzioni tattiche

Un aspetto determinante del match è stata la fluidità nella fase di contrattacco e ricostruzione, frutto del lavoro svolto negli ultimi allenamenti.

"La ricostruzione è andata benissimo," ha spiegato il CT. "Sia da parte di Alessia Orro, sia da parte delle altre compagne quando sono state chiamate ad alzare. Abbiamo lavorato molto sulle alzate di contrattacco affidate a tutte le giocatrici: i frutti si stanno vedendo e speriamo di proseguire su questa strada."

Velasco si è poi soffermato su alcune scelte tattiche, tra cui l'utilizzo del doppio cambio e la gestione della rosa:

"Il doppio cambio che coinvolge Kate Antropova e le compagne aiuta sia lei sia la squadra. In questa occasione non abbiamo impiegato Gaia Giovannini in seconda linea solo perché avevamo accumulato un vantaggio tale da chiudere il set prima del suo ingresso, ma è una soluzione che tornerà utilissima nelle partite più equilibrate."

"Non è pazienza, è intelligenza tattica"

Incalzato sull'atteggiamento della squadra, definita da molti "paziente" nella gestione dei momenti chiave, il tecnico argentino ha voluto precisare la sua visione del gioco, offrendo una lezione di tecnica e lettura tattica.

"A me la parola pazienza non piace," ha sottolineato Velasco. "Non credo che il punto sia l'impazienza dei giocatori. Il problema sorge quando non si interpreta bene la situazione di gioco: se la palla è vicina alla rete e c'è il doppio muro, attaccare a tutta forza non è questione di impazienza, ma di scarsa lettura o di una lettura arrivata troppo tardi."

Le azzurre, stasera, hanno eseguito la strategia alla perfezione:

"Oggi le ragazze hanno interpretato la gara in maniera eccellente. A seconda della palla e della posizione del muro avversario, hanno saputo giocare sulle mani del muro, spingere fuori o cercare il pallonetto sulle mani alte per evitare la murata. Lo hanno fatto davvero molto bene."

Terzić, meno Italia e più Serbia: prima di pensare alle Azzurre c’è una semifinale da conquistare

 


Il CT della Serbia ridimensiona i successi dell'Italia: «Non è una grande squadra, ha avuto fortuna». Ma prima di pensare a detronizzare le campionesse olimpiche e mondiali, Terzić farebbe bene a guardare il tabellone: dopo la Croazia arriva la Grecia, mentre sul cammino verso Istanbul incombe la Turchia

Ci sono dichiarazioni che appartengono alla normale dialettica dello sport e altre che, alla vigilia della fase decisiva di una grande manifestazione, sembrano quasi una chiamata alle armi. Quelle pronunciate da Zoran Terzić, Commissario Tecnico della Serbia, nell'intervista concessa a Meridian Sport, appartengono decisamente alla seconda categoria.

Il tecnico serbo, nell'ampia intervista pubblicata il 30 agosto, ha dedicato parole tutt'altro che tenere alla Nazionale italiana femminile, campione olimpica e mondiale. Terzić non considera le Azzurre di Julio Velasco una formazione paragonabile alle grandi nazionali del passato e, anzi, definisce «smezzato» il paragone con alcune delle squadre più forti della storia della pallavolo. A suo giudizio, il dominio dell'Italia sarebbe anche il risultato di una combinazione di fortuna, rendimento inferiore delle avversarie e ricambio generazionale.

Una valutazione che, naturalmente, è assolutamente legittima. Ognuno può avere la propria opinione tecnica. Ma c'è un piccolo particolare: il campo, finora, sta raccontando una storia piuttosto diversa.

Terzić riconosce il valore di Paola Egonu, definita «un giocatore di livello assoluto», ma giudica soltanto «discreto» il reparto delle centrali italiane e sostiene che, al di fuori di Miriam Sylla, le altre schiacciatrici azzurre siano poco conosciute dal grande pubblico. Secondo il CT serbo, insomma, l'Italia non sarebbe una squadra «così forte» e il suo straordinario rendimento sarebbe spiegabile soprattutto con una serie di circostanze favorevoli.

Poi arriva la frase che più di tutte fa discutere: Terzić ammette di aspettare la prima sconfitta dell'Italia in una grande competizione e auspica che sia proprio la Serbia a «toglierla dal trono».

Una sfida lanciata senza troppi giri di parole.

Velasco: «Non ci interessa cosa dicono le nostre mamme»

Dall'altra parte della rete, però, la reazione italiana è stata decisamente meno bellicosa.

Dopo il netto successo ottenuto contro la Bulgaria, che ha regalato alle Azzurre l'accesso ai quarti di finale, Velasco ha liquidato la questione con una delle sue risposte più efficaci: «Non ci interessa cosa dicono le nostre mamme, figuriamoci ciò che dice lui».

Una frase che fotografa perfettamente l'atteggiamento dell'Italia: nessuna intenzione di farsi trascinare sul terreno delle provocazioni, nessuna necessità di dimostrare qualcosa a parole.

La risposta, eventualmente, arriverà quando sarà il momento di giocare.

Anche Sarah Fahr ha scelto la stessa strada: «Quando sarà il momento, risponderemo come sappiamo». Tradotto dal linguaggio della pallavolo: non davanti ai microfoni, ma dentro il campo.

E forse è proprio questo il punto.

Caro Terzić, prima dell'Italia ci sono Croazia, Grecia e Turchia

Al CT serbo, però, una piccola raccomandazione vorremmo permetterci di farla.

Signor Terzić, forse sarebbe il caso di occuparsi un po' meno dell'Italia e un po' più del percorso della Serbia.

Perché il calendario dell'Europeo ha una caratteristica piuttosto curiosa: l'Italia e la Serbia non possono incontrarsi prima della finale.

E la finale, come noto, si giocherà a Istanbul domenica 6 settembre.

Ma per arrivarci bisogna prima superare qualche ostacolo.

Il primo era la Croazia, affrontata ieri sera a Brno. La Serbia ha rischiato qualcosa, perdendo il primo set 19-25, ma poi ha rimesso in ordine la partita e ha conquistato i quarti di finale imponendosi 3-1, con parziali di 19-25, 25-19, 25-17, 25-12.

Il prossimo ostacolo si chiama Grecia.

E qui forse sarebbe consigliabile prestare una particolare attenzione.

La Grecia ha infatti appena scritto una delle pagine più importanti della propria storia pallavolistica, eliminando la Francia con un clamoroso 3-0 (25-16, 25-18, 25-20) e conquistando per la prima volta l'accesso ai quarti di finale di un Campionato Europeo.

Insomma, mentre Terzić si preoccupa di spiegare perché l'Italia non sarebbe poi quella corazzata che tutti pensano, la Grecia ha appena eliminato una delle squadre più accreditate del torneo.

Non esattamente il tipo di avversario da prendere sottogamba.

E, superato eventualmente anche questo ostacolo, la Serbia dovrà conquistarsi un posto nella finale di Istanbul attraverso la parte del tabellone che comprende Belgio, Germania, Turchia e Azerbaigian.

Tra queste, naturalmente, c'è la Turchia, padrona di casa e campione europeo in carica, una delle principali candidate alla vittoria finale.

Quindi, caro Terzić, il consiglio è semplice: prima di pensare a come detronizzare l'Italia, sarebbe forse meglio concentrarsi su Croazia, Grecia e Turchia.

La prima l'avete appena superata.

La seconda vi aspetta ai quarti.

La terza potrebbe essere sulla strada verso la finale.

L'Italia, invece, è dall'altra parte del tabellone.

L'Italia continua a vincere, senza occuparsi delle chiacchiere

Nel frattempo le Azzurre hanno fatto esattamente quello che ci si aspettava da una squadra che vuole arrivare fino in fondo: hanno continuato a giocare.

Dopo aver chiuso la fase a gironi con cinque vittorie su cinque, l'Italia ha superato oggi la Bulgaria negli ottavi di finale con un altro 3-0, conquistando la sesta vittoria consecutiva del torneo e qualificandosi ai quarti.

Il prossimo appuntamento sarà contro la vincente di Repubblica Ceca-Svezia.

Poi, eventualmente, arriveranno le semifinali.

E soltanto a quel punto si potrà cominciare a parlare seriamente della finale.

Il tabellone ufficiale è piuttosto chiaro: i quarti di finale di Brno sono in programma il 2 settembre, quelli di Istanbul il 3; le semifinali si giocheranno a Istanbul il 5 settembre e le finali il giorno successivo.

Dunque, per vedere Italia-Serbia bisogna prima che entrambe facciano il proprio dovere.

Ed è proprio questo il bello dello sport.

Le dichiarazioni possono accendere l'attesa, possono creare rivalità e possono perfino diventare materiale per titoli e discussioni. Ma alla fine sono i risultati a decidere.

Terzić ha già indicato il suo obiettivo: vuole essere lui a «togliere l'Italia dal trono».

Benissimo.

Ma prima dovrà conquistarsi il diritto di provarci.

E per arrivare a domenica 6 settembre a Istanbul c'è ancora parecchia pallavolo da giocare.

Nel frattempo, l'Italia continuerà a fare quello che sa fare meglio: giocare, vincere e lasciare che siano i risultati a parlare.

Per le provocazioni, eventualmente, ci sarà tempo dopo.

Italia implacabile: Bulgaria travolta 3-0, azzurre ai quarti di EuroVolley 2026

 


Brno (CZE), 31 agosto 2026 – L'Italia di Julio Velasco vola ai quarti di finale del CEV Trendyol EuroVolley 2026 travolgendo la Bulgaria con un netto 3-0 (25-18, 25-13, 25-13) negli ottavi disputati alla Brno Exhibition Centre – Pavilion P davanti a 2.185 spettatori. Un successo mai in discussione, arrivato in appena 67 minuti di gioco, che conferma la solidità di un gruppo che sta attraversando il torneo con autorità crescente set dopo set.

Cronaca: un solo set equilibrato, poi il monologo azzurro

Il primo parziale è l'unico realmente contestato dalla squadra di Marcello Abbondanza: sull'8-7 e poi sul 16-14 la Bulgaria resta in scia, ma l'Italia allunga con decisione nel finale (21-17) e chiude 25-18 in 24 minuti, il set più lungo della serata.

Da lì in avanti la partita cambia completamente volto. Nel secondo set le azzurre scappano subito (16-7) e dilagano fino al 25-13 in appena 20 minuti, il parziale più veloce del match. Il terzo set ricalca lo stesso copione: Italia avanti 8-3 e poi 16-10, prima di controllare fino al 25-13 conclusivo in 23 minuti. Nel computo totale delle marcature, le azzurre chiudono con un eloquente 75-44.

Statistiche: il dominio azzurro certificato dai numeri

Al netto del punteggio, è la scomposizione statistica a raccontare con precisione la differenza in campo tra le due squadre.

Attacco. L'Italia chiude con 84 attacchi tentati, 41 vincenti, 6 errori e appena 1 pallone murato dalla Bulgaria: un'efficienza del 49%, cifra di altissimo livello per una partita a tre set. La Bulgaria, dall'altra parte, tenta 83 attacchi ma ne concretizza solo 28, con 6 errori e ben 8 palloni murati dal muro azzurro: efficienza ferma al 34%, quindici punti percentuali sotto le avversarie.

Muro. Altro fondamentale in cui l'Italia comanda nettamente: 8 punti a muro contro il solo punto realizzato dalla Bulgaria, a conferma di quanto il reparto centrale azzurro (Danesi e Fahr su tutte) abbia condizionato l'attacco avversario.

Servizio. Le azzurre mettono a segno 12 ace complessivi contro il singolo ace bulgaro, pur con qualche imprecisione di troppo (8 errori al servizio su 73 tentativi). È un dato che pesa doppio: non solo produce punti diretti, ma è anche la chiave che spiega la crisi di ricezione avversaria.

Ricezione. Qui si misura forse il divario più significativo della partita: l'Italia riceve con il 41% di positività e il 24% di perfetta, numeri solidi che permettono a Orro di costruire un gioco fluido. La Bulgaria, invece, fatica enormemente: appena 31% di positività e 9% di perfetta su 65 palloni ricevuti, con 12 errori diretti. Una ricezione così fragile spiega perché le bulgare non siano quasi mai riuscite a organizzare un attacco pulito.

Fonte dei punti. Scomponendo i 75 punti azzurri: 41 arrivano dall'attacco, 12 dal servizio, 8 dal muro e 14 dagli errori bulgari. La Bulgaria, per costruire i suoi 44 punti, si affida quasi esclusivamente all'attacco (28) e agli errori italiani (14), con muro e servizio ridotti a un contributo marginale (1 punto ciascuno).

I singoli: Antropova trascina, Milanova illumina la resistenza bulgara

Ekaterina Antropova è la MVP silenziosa della serata: 18 punti totali (13 in break point), davanti a Paola Egonu (14, di cui 4 in break point). Antropova è anche la miglior servitrice del match con 6 ace e tra le protagoniste a muro con 2 punti, a testimonianza di una prestazione a tutto campo. Egonu completa il quadro offensivo con 11 attacchi vincenti, secondo miglior realizzatore della gara alle spalle della sorprendente Aleksandra Milanova, autrice di 12 attacchi vincenti e 12 punti totali nonostante la sconfitta netta della sua squadra: è lei, di fatto, l'unica vera fonte offensiva bulgara.

Da segnalare anche Sarah Fahr (8 punti, 2 a muro) e Myriam Sylla, che oltre ai 7 punti realizzati si conferma la migliore in ricezione dell'incontro con il 20% di palloni perfetti, davanti alla bulgara Krasteva (19%). A muro comandano Anna Danesi, Fahr e Antropova, tutte a quota 2 block vincenti.

Il tabellino

ITALIA – BULGARIA 3-0 (25-18, 25-13, 25-13)

ITALIA: Meli ne, Cambi 1, Spirito, Fersino (L), Orro 5, Danesi 4, Nwakalor ne, Adigwe 5, Nervini ne, Sylla 7, Egonu 14, Fahr 8, Giovannini ne, Antropova 18. All.: Velasco
BULGARIA: Racheva, Slavcheva, Krasteva 1, Krivoshiiska 5, Pashkuleva (L), Todorova (L), Angelova ne, Milanova 12, Dudova 6, Stoyanova 1, Ilieva 2, Nikolova 1, Guncheva, Kolarova 2. All. Abbondanza
ARBITRI: Agnes Batkai-Katona (Hun), Marco Van Zanten (Ned)
NOTE -  Spettatori 2185 . Durata: 23', 19', 22' . Tot.: 64'
Italia bv 13, bs 8,  mv 8  ; Bulgaria  bv 1, bs 5, mv 1.

Con questo successo, l'Italia stacca il pass per i quarti di finale del CEV Trendyol EuroVolley 2026, proseguendo un cammino fin qui perfetto nella rassegna continentale.

FIPAV Cup Men Elite: l'Italia saluta Messina con la vittoria per 3-1 sul Brasile


Messina. Secondo successo per la Nazionale azzurra nel torneo internazionale FIPAV Cup Men Elite, dopo la vittoria per  (21-25, 25-20, 25-18, 25-20) sulla Germania a Reggio Calabria. Davanti ai 4.100 spettatori del PalaRescifina di Messina sold out, gli azzurri hanno superato nell’amichevole di lusso il Brasile di Bernardo de Rezende, nel giorno del centesimo incontro ufficiale tra due delle squadre più medagliate al mondo.

Una bella iniezione di fiducia per il team azzurro, che con questo quadrangolare chiude di fatto questo penultimo periodo di preparazione in vista dei Campionati Europei, in programma dal 10 al 26 settembre. Per gli azzurri ora il rompete le righe e tre giorni liberi: il gruppo azzurro si radunerà nuovamente a Firenze il 3 settembre per l’ultimo periodo di lavoro, prima della partenza fissata l’8 settembre per Napoli, sede del match inaugurale della rassegna continentale.
Quella di oggi è stata anche l’ultima gara in Italia tra Nazionali per l’arbitro Stefano Cesare, al quale, al termine della gara, è stato consegnato un riconoscimento per la sua lunga e prestigiosa carriera arbitrale.
Tornando al match di ieri sera, il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi ha schierato in campo Giannelli in palleggio, con Rychlicki opposto, Lavia e Bottolo schiacciatori, Galassi e Sanguinetti centrali con Balaso libero.
Dall’altra parte della rete, il Brasile si è schierato con Cachopa palleggiatore, Darlan opposto, Lucarelli e Adriano schiacciatori, Flavio e Judson centrali, con Maique libero.

La cronaca. Comincia vibrante il primo set con le due squadre subito a dare spettacolo. L’ace di Gianneli porta il punteggio sul 3 pari, poi Darlan mette a terra il pallone successivo. E' poi l’Italia a trovare il primo break -2 (6-4). Con il passare delle azioni la partita si è fatta sempre più bella con le due squadre che non si sono risparmiate e l’ace di Lucarelli ha dato al Brasile il +2 (7-9), prima del monster block di Lavia-Galassi (8-9).  Il pareggio Italia è arrivato con Giannelli (11-11) e il successivo sorpasso con un attacco di Lavia (13-12). Nelle battute successive c’è stato, però, il ritorno del Brasile che ha mantenuto il vantaggio (14-16, 15-17, 16-18).  Nel finale la formazione verdeoro è stata brava a tenere e poi aumentare il vantaggio fino  all’ace di Bryan appena entrato (20-24). Gli azzurri dopo aver annullato due palle set si sono dovuti arrendere al primo tempo di Judson 25-21.
Vibrante anche l’avvio del secondo parziale con gli azzurri primi ad andare in vantaggio +2 (4-2). L’Italia in questa fase ha comandato il gioco e il punteggio (8-5, 11-7). A questo punto il tecnico brasiliano ha chiamato un time-out per dare nuove indicazioni ai suoi. Al rientro in campo gli azzurri sono stati bravi a tenere ancora a distanza la squadra verdeoro +6 (15-9) e poi la schiacciata vincente di Sanguinetti ha portato il punteggio sul (16-11). Il finale ha visto ancora l’Italia protagonista con il muro ancora protagonista (20-15, 22-17). Dopo un tentativo di rimonta dei brasiliani (23-18, 23-20) è giunti così all’ace di Sanguinetti (4 punti, 1 ace) che ha chiuso il set sul 25-20. Italia1, Brasile 1. 
Al termine del secondo set si è svolto un momento istituzione con uno scambio di riconoscimenti che ha visto protagonisti il presidente federale Giuseppe Manfredi, il sindaco della città di Messina Federico Basile, il presidente regionale FIPAV Sicilia Antonio Locandro e presidente del CT Fipav Messina Alessandro Zurro. 
Terzo set iniziato con il giusto piglio per l’Italia che per prima è andata in vantaggio e l’ace di capitan Giannelli ha regalato il + 3 (6-3) e il successivo muro vincente di Bottolo il + 4 (7-3) che ha costretto la panchina brasiliana a chiamare il primo time out. Alla ripresa del gioco l’Italia ha continuato a comandare il gioco e il muro di Galassi ha portato il punteggio sul + 5 (11-6).  Con il passare delle azioni l’Italia sempre più padrona del campo (17-10) e ha finito per chiudere il proprio favore il set sul 25-18 con Mattia Bottolo. Italia 2, Brasile 1. 
Quarto set cominciato come è finito il terzo con l'Italia avanti nel punteggio (4-2) . Gli azzurri, sorretti anche dagli oltre 4000 spettatori presenti sulle tribune, hanno aumentato il loro vantaggio + 3 (8-5, 10-7).  Nella fase centrale del parziale gli azzurri hanno gestito con sapienza il vantaggio oramai acquisito + 5 (15-10) e con dentro anche Yuri Romanò,  si è poi involata verso la vittoria 25-20.Italia 3-Brasile 1. 

Questa sera alle ore 20 l’ultimo match in programma del torneo con Brasile Cuba. Al termine verrà stilata la classifica generale. 

La gallery di Italia-Brasile è disponibile QUI 

IL TABELLINO
ITALIA – BRASILE 3-1 (21-25, 25-20, 25-18, 25-20)
ITALIA: Lavia 13, Galassi 8, Giannelli 8, Bottolo  13, Sanguinetti 7, Rychlicki 15, Balaso (L). Sani , Romanò, Porro. N.e: Argilagos, Laurenzano, Michieletto,Mati. All. De Giorgi
BRASILE: Judson 4, Cachopa, Adriano 9, Flavio 8, Darlan 13, Lucarelli 9, Maique (L). Bryan, Arthur 6, Pinta 2, Honorato N.e. Pureza, Burgmann 3. All. Bernardo de Rezende 
Arbitri: 1°Cesare 2° Giorgianni
Spettatori: 4.100 spettatori
Durata: 30’, 32’, 30’, 
Italia: a 7, bs  17, m  12, et 22 
Brasile: a 4 , bs 15  , m 2  , et 25 .

DIICHIARAZIONI 

SIMONE GIANNELLI (video QUI): “Tre gare intense tra Reggio Calabria e Messina. Il lungo set contro la Germania ci è costato un po' caro con Sbertoli che ha accusato crampi ed è dovuto uscire. Ringrazio Argilagos per l’immediata disponibilità ed è venuto a darci una mano contro Cuba. Sono contento perché abbiamo giocato bene, ci serviva anche questo test match in vista dell’europeo contro squadre forti. Ora questo ultimo collegiale prima dell’inizio della competizione. Vedo un bel gruppo affiatato che dopo la VNL ha capito cosa deve fare tecnicamente anche in allenamento. Ancora non siamo perfetti, però dobbiamo continuare con questa mentalità e penso che così facendo ci può dare garanzia di poter giocare punto a punto contro tutti. Penso che la partita inaugurale di Napoli sarà una partita memorabile per tutti. Prendiamo ora però ancora questo ultimo periodo di preparazione che ci serve e poi dopo non vedo l’ora di vedere cosa sarà Napoli". 

GIOVANNI SANGUINETTI (video QUI): “È stata la partita più bella tra quelle disputate, loro sono un gruppo molto ostico, nel primo set ci hanno messo subito in difficoltà, ma noi siamo stati bravi a portare a casa la partita in quattro set e non era scontato. Ormai siamo agli sgoccioli della nostra preparazione, rimangono solo dei piccoli ritocchi prima dell’esordio di Napoli, ormai manca davvero poco, siamo pronti. Affronteremo una gara alla volta, scenderemo in campo cercando di non sentire troppo la pressione e pensando step by step cercando di arrivare più lontano possibile”.

GIANLUCA GALASSI (video QUI): “Con il Brasile è sempre una gara molto tosta, non è stato facile, ma siamo stati sul pezzo e non è stato facile; il torneo è stato impegnativo con partite giocate un giorno sì e uno no, quindi con ritmi serrati. A mio avviso è stato un buon percorso di crescita con tanti set giocati e partite davvero intense e performanti, era quello di cui avevamo bisogno e tutto questo sarà utile nel percorso di avvicinamento all’Europeo dove, come sempre, cercheremo di fare del nostro meglio con l’obiettivo di arrivare il più lontano possibile”.

CALENDARIO E RISULTATI FIPAV CUP MEN ELITE 

Reggio Calabria – PalaCalafiore
Italia-Germania 3-2 (64-66, 25-22, 23-25, 25-22, 15-12, 19-25)
Germania-Cuba 2-3 (23-25, 23-25, 25-20, 25-21, 19-21,13-15)

Messina – PalaRescifina
Italia-Cuba (22-25, 25-21, 25-16)
Germania-Brasile 0-3 (21-25, 20-25, 16-25)
Italia-Brasile 3-1 (21-25, 25-20, 25-18, 25-20)
31 agosto ore 20, Brasile-Cuba 

domenica 30 agosto 2026

Turchia-Polonia 2-3: il biscotto è servito?



La tesi secondo cui la Turchia avrebbe perso intenzionalmente al tie-break contro la Polonia per evitare l'Italia in semifinale è un'insinuazione che circola molto tra i tifosi e sui social media, ma è smentita dai fatti di campo e dalle dichiarazioni ufficiali dei protagonisti. 

La sconfitta per 3-2 a Istanbul (15-25, 25-21, 25-22, 16-25, 10-15) ha effettivamente stravolto il tabellone delle azzurre allontanando la Turchia dalla loro parte, alimentando il sospetto del classico "biscotto" tattico. 
I principali elementi emersi nel dibattito includono:
1. Le dichiarazioni del CT Daniele Santarelli
L'allenatore italiano della Turchia ha respinto categoricamente l'idea di una sconfitta voluta, parlando apertamente di nervosismo ed errori tecnici. Nelle interviste post-partita raccolte da iVolley Magazine, Santarelli ha dichiarato:
"Oggi non è stata la nostra partita migliore. Nel secondo set la situazione è cambiata completamente. Abbiamo commesso troppi errori e siamo partiti nervosi. Loro hanno acquisito fiducia." 
Il tecnico ha spiegato la gestione della rosa e i cambi effettuati come normali tentativi di rotazione per scuotere una squadra in evidente difficoltà psicologica e tecnica di fronte alla reazione polacca. 
2. L'incoerenza tattica di una sconfitta "voluta"
Molti esperti e appassionati di pallavolo sulle piattaforme social hanno fatto notare che perdere appositamente non avrebbe avuto alcun senso logico per la Turchia:
  • L'incrocio con la Serbia: Finendo seconda nel girone, la Turchia si è spostata nella parte di tabellone dove, con altissima probabilità, dovrà affrontare la Serbia (un'altra delle nazionali più forti al mondo guidata da Tijana Bošković). Evitare l'Italia per andare a scontrarsi prematuramente con le serbe non rappresenta un reale vantaggio strategico. 
  • Orgoglio e fattore campo: La partita si giocava alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul davanti a oltre 16.000 tifosi turchi. Cedere deliberatamente un match di cartello in un palazzetto di casa così infuocato non rientra nella mentalità di una squadra campione in carica. 
3. La reazione del Web: tra ironia e sospetti
Come riportato nei commenti delle principali testate sportive (tra cui il profilo di OA Sport), le reazioni si dividono nettamente: 
  • I complottisti: Sostengono che Santarelli abbia fatto "i calcoli" per risparmiare alle sue ragazze la sfida contro la corazzata di Julio Velasco (n.1 del ranking mondiale) prima della finalissima.
  • I puristi del volley: Evidenziano che la Polonia ha semplicemente meritato la vittoria sul campo, sfruttando i passaggi a vuoto in ricezione e attacco delle turche, e sottolineano come tali illazioni tolgano valore alla grande prestazione del sestetto polacco. 
La stampa specializzata concorda nel definire il match come una vera battaglia sportiva di oltre due ore, dove la Polonia ha saputo rimontare e tenere i nervi saldi nel tie-break decisivo, smentendo con i fatti i pronostici della vigilia.