sabato 13 giugno 2026

Il Capitano resta al posto di comando: Stefano Patriarca ancora con la Romeo Sorrento Folgore Massa



La Romeo Sorrento Folgore Massa continua a costruire il proprio futuro con il mattone più prezioso che aveva a disposizione: la certezza del proprio capitano. Dopo aver annunciato la riconferma di coach Nicola Esposito alla guida tecnica della squadra, la società sorrentina ha ufficializzato anche il rinnovo di Stefano Patriarca, il centrale che in questi anni è diventato molto più di un giocatore: un simbolo, un punto di riferimento dentro e fuori dal campo.

Il comunicato societario non lascia spazio a interpretazioni: Patriarca non ha esitato un attimo ad accettare il compito di vestire ancora la fascia di colui che, in campo e fuori, incarna i valori del club. Una risposta netta, che rispecchia il legame viscerale tra il centrale molisano e questo progetto. 

La stagione appena conclusa e la ripartenza dall'A3

La conferma arriva in un momento di svolta per la società. La Romeo Sorrento ha vissuto una stagione in A2 con una meritata salvezza e la qualificazione alla Coppa Italia di categoria, ma si è trovata esclusa dal campionato di A2 per la stagione entrante a causa della ridotta capienza del PalAtigliana. Per rimanere in A2 il presidente Fabrizio Ruggiero avrebbe potuto spostare la squadra a Napoli o altrove ma ha preferito non muoversi da Sorrento, mantenendo le radici sul territorio e ripartendo dall'A3. 

Patriarca ha commentato con la lucidità di chi conosce il valore di ciò che si difende: «Il tempo della delusione per l'esclusione dal campionato di A2 è finito, ci è rimasta la consapevolezza di poterci stare, sia come squadra che come società. Sarà mia premura in quanto capitano forgiare la squadra con una mentalità guerriera, pronta a tutto per andarsi a riprendere quello che ci hanno tolto.» 

Sul valore di quella che si prospetta come una A3 sempre più competitiva, il capitano non si fa illusioni: «Il campionato di A3 sale di livello di anno in anno, non è più solo fucina di talenti ma anche di società ambiziose che costruiscono roster con giocatori di categoria superiore per ambire all'A2. La nostra Folgore non sarà da meno: abbiamo esperienza, gioventù, ragazzi desiderosi di mettersi in mostra e abbiamo costruito una squadra fisicamente imponente.» 

E poi c'è il PalaAtigliana, il cuore pulsante di tutto: «La scelta di restare a Sorrento rinunciando al sogno conquistato e difeso dell'A2 è legata proprio all'amore e la passione che il PalaAtigliana riesce a darci ogni domenica. La Balconata Massa ed i Crustiffs sono parte della nostra quotidianità, sono persone fantastiche che ci aiutano non solo nel sostenerci in campo ma anche a farci sentire a nostro agio nella comunità, e questo va oltre il semplice tifo.» 

Chi è Stefano Patriarca: una carriera prestigiosa

Dietro la fascia di capitano c'è una storia sportiva lunga vent'anni, costruita con pazienza, talento e una solidità caratteriale rara. Nato ad Agnone il 23 luglio 1987, Patriarca inizia la sua carriera a livello giovanile nella squadra della sua città, la Pallavolo Agnone, con cui fa il proprio debutto da professionista in Serie A2 nel finale della stagione 2002-03. Un esordio precocissimo per un ragazzo che all'epoca aveva appena quindici anni — anche se, curiosamente, aveva cominciato a giocare a pallavolo solo a 14 anni, avendo praticato il karate fino a quel momento. 

Il talento non passa inosservato e Patriarca passa al settore giovanile della Lube di Macerata, collezionando presenza anche con la prima squadra in Serie A1 nei campionati 2005-06 e 2006-07. Poi tre stagioni in A2 — una ai Lupi Santa Croce e due alla Reima Crema — per maturare, crescere, diventare il centrale completo che avrebbe poi calcato i palcoscenici più importanti della pallavolo italiana. 

Trascorsi gli anni di formazione in A2, il centralone molisano ritorna prepotentemente nella massima serie giocando per Bcc Castellana Grotte, Verona, Latina, di nuovo Lube Macerata, quindi Milano e Piacenza. Otto stagioni complessive in A1, in una carriera che conta numeri impressionanti: 2.914 punti, 119 ace e 613 muri in Serie A. 

Nel mezzo, anche l'esperienza internazionale: nel 2022-23 si trasferisce per la prima volta fuori dall'Italia, in Bulgaria, dove disputa la Superliga con la maglia del Deja. 

Azzurro e trofei

La carriera di Patriarca non si misura solo in presenze e punti. Nel 2005 viene convocato nella nazionale under 19, con la quale conquista la medaglia di bronzo al campionato mondiale di categoria, mentre nel 2007 partecipa al campionato mondiale con la under 21. Nel 2011 viene convocato per la prima volta nella nazionale maggiore, debuttando in World League. La maglia azzurra, indossata in una delle competizioni più prestigiose del panorama internazionale, resta uno dei momenti cardine di una carriera costruita sempre a testa alta. 

A Sorrento, il capitolo più bello

Quando, nell'estate del 2024, Patriarca ha scelto di scendere in A3 per abbracciare il progetto sorrentino, in molti si sono sorpresi. Aveva ricevuto diverse offerte, anche da società di A2, ma erano soluzioni molto lontane da casa. Ha scelto Sorrento, e quella scelta ha prodotto risultati straordinari. 

Ha alzato tre trofei da capitano — Coppa Italia, Supercoppa e Promozione — ed è stato eletto MVP della Coppa Italia. In regular season è stato il miglior centrale della Serie A3: 156 punti in attacco, 40 muri e 12 ace. Considerando l'intera stagione tra playoff, Coppa Italia e Supercoppa, i numeri diventano da capogiro: 251 punti in attacco, 86 muri e 16 ace.

Ora, dopo la salvezza in A2 e la dolorosa esclusione dal campionato di categoria superiore, Patriarca sceglie ancora Sorrento. Non per mancanza di alternative, ma per fedeltà a qualcosa che va oltre la pallavolo. La fascia al braccio, il PalaAtigliana sullo sfondo, e una promessa chiara: andare a riprendersi quello che è stato tolto.

Il Capitano resta. La storia continua.


Credit Photo: Romeo Sorrento Folgore Massa

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