Quando la stagione è iniziata, l'obiettivo della Romeo Volley Meta era uno solo: salvarsi in Serie B senza troppi patemi e cercare di approdare alle finali nazionali in Under 19 e Junior League. Mercoledì sera, al PalAtigliana di Sorrento, i ragazzi terribili allenati da Michele Leone si giocheranno la promozione in Serie A3. Tutto quello che è accaduto nel mezzo racconta di una squadra che ha sistematicamente superato se stessa, partita dopo partita, torneo dopo torneo.
Perché questo è un gruppo giovanissimo che nel corso di questa annata ha combattuto su tre fronti contemporaneamente: il torneo Under 19, la Junior League e la Serie B. Ed è proprio qui che va cercata la chiave per leggere questa stagione nella sua reale dimensione.
In Junior League la Romeo si è ritrovata ad affrontare un girone eliminatorio di ferro, con Monza e Trento - le prime due della classifica finale - più Milano (seconda classificata in Under 19). Nela prima partita contro Trento è arrivata una sconfitta per 3-1, maturata dopo aver sprecato diversi set ball che avrebbero potuto portare la partita sul 2-2. Contro Monza, il verdetto è stato ancora più amaro: quattro set ball nel quarto parziale per chiuderla 3-1, tutti sciupati, e alla fine un 3-2 che ha bruciato. Eppure, in un girone del genere, questi ragazzi se la sono giocata fino all'ultimo punto. La sconfitta per 3-1 nella finale quinto e sesto con la Mo Re Volley Reggio Emilia (già battuta 3-2 sia nella finale tra le squadre di A2 e A3, sia nella finale per il terzo posto in Under 19) è arrivata quando la testa era già rivolta alla finale di andata con Taviano
Il paradosso di questa stagione è tutto in quei numeri: più la Romeo andava avanti in campionato, più il calendario si infittiva, e più la stanchezza si faceva sentire nelle competizioni giovanili. Il buon cammino in Serie B — con la squadra stabilmente in testa al girone per tutta la durata del torneo — ha moltiplicato le partite e inevitabilmente condizionato le energie nelle finali Under 19 e Junior League. Un prezzo pagato volentieri, ma pur sempre un prezzo.
Perfino l'avversario di mercoledì lo riconosce. Gaetani, presidente del Taviano, nel commentare la gara di andata vinta 3-0, ha definito la Romeo «giovane ma molto ben organizzata» — un complimento che arriva da chi guida una società con ben altra esperienza di vertice, reduce da una final four di Coppa Italia di Serie B a vent'anni dall'ultima volta. Vale la pena ricordare, peraltro, che lo stesso Taviano ha chiuso la regular season al secondo posto nel proprio girone, superato dal Molfetta solo nell'ultima giornata a parità di punti per una vittoria in meno: i pugliesi, insomma, non sono arrivati a questa finale da imbattibili.
In semifinale, del resto, la Romeo ha dimostrato di saper vincere quando conta: Pontedera eliminata con un 3-2 in trasferta e un 3-1 in casa, due risultati che raccontano di una squadra capace di gestire momenti di pressione. Prima ancora, il percorso aveva incrociato Tuscania — la migliore squadra della Serie B in assoluto quest'anno, vincitrice della Coppa Italia — sia nei quarti della coppa che nella Finale Spareggio per la A3. Perdere con la squadra più forte della serie B non è un demerito: è la conferma di trovarsi nel posto giusto.
Mercoledì sera il PalAtigliana sarà l'ultimo palcoscenico di una stagione che ha già regalato più di quanto chiunque si aspettasse. Ora però il club chiama a raccolta l'intera famiglia Romeo.
La società ha lanciato un appello diretto a tifosi, famiglie, ragazzi del settore giovanile, dirigenti e amici del club: mercoledì sera il palasport di Sorrento dovrà tingersi di blu, giallo e verde. «Abbiamo bisogno del calore dei nostri tifosi — si legge nel post social della Romeo —. Questa non è solo una partita. È il traguardo di una stagione straordinaria. È l'occasione per scrivere una pagina indimenticabile della nostra storia».
Portate una bandiera. Portate la vostra voce. Portate il vostro orgoglio. Mercoledì sera non ci saranno spettatori: ci sarà un'unica squadra, un'unica famiglia, un unico obiettivo.
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