venerdì 19 dicembre 2025

Daniele Santarelli mette a tacere i rumors di un suo addio alle pantere: «Non mi muovo da Conegliano»

Il coach della Prosecco Doc smentisce le voci di un suo ingaggio in Turchia: «Viaggio programmato da tempo, non ho avuto alcuna offerta»  


Articolo di Alessio Morettini per il Gazzettino di Treviso 

CONEGLIANO - «Tutto quello che è uscito è infondato, non ho ricevuto alcuna chiamata da nessuno, né tanto meno un’offerta. Sono l'allenatore della Prosecco Doc A. Carraro Imoco e sono felicissimo, non penso altro che a Conegliano e alla nazionale turca che sono i miei due lavori». Non ci sono dissidi con la società né la volontà di cambiare aria, cercare nuovi stimoli o prendere in considerazione altre squadre. Per Daniele Santarelli, almeno fino a giugno 2027, esistono solo le Pantere. È lo stesso tecnico gialloblù a intervenire in prima persona per smentire le voci che nelle ultime ore si sono rincorse con insistenza sulla motivazione del suo viaggio in Turchia. Le ipotesi emerse sono state le più disparate: dalla semplice presenza per visionare Julia Bergmann, fino alla ricostruzione che ha fatto più rumore e tremare i tifosi, ovvero quella di un Santarelli finito nel mirino dei club turchi, su tutti il Fenerbahce di Alessia Orro. Non c’è spazio per distrazioni o per cercare altre squadre perché, per ora, c’è solo gialloblù nel futuro di Santarelli. 

Si è tanto parlato del suo viaggio in Turchia, per visionare una giocatrice o per firmare con un altro club. Coach Santarelli, cos’è successo realmente? 

«Sono delle grandissime bufale e, come sempre, si fa presto a chiacchierare. Mettere sul piatto una situazione del genere vuol dire innervosire un ambiente quando non ce n’è assolutamente bisogno. Avevo pianificato questo viaggio da tempo. Visto che avevamo due giorni liberi, a prescindere dal risultato del Mondiale per club, sono andato a visionare le giocatrici della nazionale, a discutere con la federazione turca, a incontrare gli allenatori e a vedere palestre dove faremo i ritiri. Certe cose possono essere fatte online, ma qui è ben diverso: ho incontrato gli altri coach in riunione anche per tre ore mettendo sul piatto diverse questioni». 

A proposito della Turchia, stanno piovendo offerte faraoniche da parte dei club per le giocatrici del nostro campionato, e si dice anche dell’Imoco. Cosa ne pensa? 

«Penso che una giocatrice possa pensare a un proprio futuro in Turchia perché il campionato è di ottimo livello e le offerte sono importanti». 

A lei negli anni sono mai arrivate questo tipo di offerte? 

«Sì, ho ricevuto delle offerte in passato ma non ho mai vacillato. Qui a Conegliano abbiamo costruito qualcosa di straordinario, la ritengo una mia creatura, sento di aver fatto il mio per la crescita di questo club. Non ho mai pensato ai soldi, ma alla cosa migliore per me: stare a Conegliano». 

Riavvolgiamo il nastro del Mondiale per club: secondo lei, a freddo, in che aspetti è stata persa la finale contro Scandicci? 

«Il più grande errore che si può fare è pensare che tutto quello che si è fatto sia stato sbagliato. In una finale tutto può succedere, fino ad adesso tante partite ci sono andate bene. Quest’anno due sono andate male, e la seconda è dovuta al fatto che abbiamo affrontato un’ottima squadra costruita, da anni, per vincere. In quel primo set, sul 24-20, la partita si è messa su binari completamente opposti a quelli che ci stavamo meritando. Poi Antropova è andata in battuta e ci siamo incastrati in malo modo. A quel punto ci siamo innervositi e loro hanno preso coraggio». 

Si poteva vincere la finale? 

«Se la partita fosse finita 3-1 per noi non staremo reclamando nulla, altre volte abbiamo ripreso partite importanti ormai compromesse e abbiamo festeggiato senza spiegare, adesso è il momento di spiegare cosa non è andato. Abbiamo vinto uno scudetto mettendo Gray che fece la miglior partita della sua vita: alcune finali vanno bene, altre vanno male». 

Quanto è mancata Sarah Fahr? 

«Non mi nascondo, è ovvio che Sarah per noi è importante. D’altro canto, avevamo un vantaggio enorme e doveva essere sfruttato a prescindere dalla giocatrice. Era una finale che potevamo vincere anche senza Sarah». 

Domani ci sarà la partita contro Cuneo, come si reagisce alla sconfitta? 

«Abbiamo lavorato bene, ma non in maniera perfetta. Abbiamo perso due trofei, adesso lavoreremo a testa bassa pensando alle cose che non sono andate bene. Il club ci ha sempre supportato, io ho la serenità e la consapevolezza che quello che abbiamo fatto non è sbagliato, ma si può migliorare». 

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