venerdì 4 settembre 2026

Italia-Svezia al Plebiscito, Pasciari guarda oltre la partita: «Può essere l’occasione per rilanciare il progetto del nuovo Palasport»

 


Mancano ormai soltanto sei giorni alla notte che porterà l’Italvolley maschile nel cuore di Napoli. Giovedì 10 settembre alle ore 21.05, la Nazionale campione del mondo di Ferdinando De Giorgi affronterà la Svezia nella gara inaugurale del CEV Enel EuroVolley 2026, in un’Arena appositamente costruita in piazza del Plebiscito. Una serata destinata a rappresentare molto più di una semplice partita di pallavolo.

A raccontare alla vigilia le aspettative del movimento campano è stato ieri, sulle pagine del sito web de la Repubblica, il presidente del Comitato regionale FIPAV Campania Guido Pasciari, intervistato da Marco Caiazzo. E dalle sue parole emerge con chiarezza come l’appuntamento napoletano possa diventare una sorta di spartiacque: da una parte lo spettacolo irripetibile di Italia-Svezia, dall’altra la possibilità di tornare a discutere concretamente di una questione che da anni accompagna lo sport napoletano, quella della mancanza di un grande palasport.

«Siamo alle soglie del sold out»

Pasciari parte dalla risposta del pubblico, che definisce «eccezionale». E non è soltanto il movimento pallavolistico ad aver raccolto la sfida: l'interesse ha ormai superato abbondantemente i confini degli appassionati abituali.

La prevendita ha infatti registrato un andamento particolarmente positivo. Dopo le prime disponibilità esaurite, FIPAV ha progressivamente messo a disposizione ulteriori blocchi di biglietti: prima 600 tagliandi a fine agosto e poi altri 700 il 31 agosto. 

L'Arena è stata progettata per superare la soglia dei 5.000 spettatori richiesta per questo tipo di appuntamento. Le cifre sulla capienza sono state aggiornate durante l'allestimento: inizialmente si è parlato di poco meno di 6.000 posti, mentre il completamento delle tribune ha portato la capacità complessiva a circa 6.500 spettatori, con la configurazione definitiva e le esigenze di sicurezza che determinano i posti effettivamente disponibili per la serata.

Un colpo d'occhio che promette di essere straordinario.

Una partita nel «salotto» di Napoli

La scelta di piazza del Plebiscito non è casuale. La CEV stessa presenta la grande piazza napoletana come uno dei luoghi più iconici della città, incastonata fra il Palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola. Ed è proprio questo scenario monumentale a rendere l'apertura dell'Europeo 2026 qualcosa di completamente diverso rispetto a una normale gara indoor.

Il campo sorgerà al centro della piazza, circondato dalle tribune. Sul lato rivolto verso la basilica è stato previsto anche un grande maxischermo, mentre accanto all'arena troverà posto un Villaggio EuroVolley, con attività, musica e iniziative per il pubblico.

Insomma, l'obiettivo è trasformare il 10 settembre in una festa dello sport e non soltanto nelle due ore della partita.

E a rendere ulteriormente speciale la serata ci sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza è stata annunciata ufficialmente. Mattarella tornerà dunque ad assistere a una partita della Nazionale maschile di pallavolo, dopo le precedenti occasioni nelle quali aveva seguito da vicino gli azzurri. 

Il tema che resta sul tavolo: il palasport

È però un altro il passaggio dell'intervista di Pasciari destinato probabilmente a lasciare l'eredità più importante.

L'evento del Plebiscito, secondo il presidente regionale FIPAV, deve rappresentare anche l'occasione per affrontare nuovamente il problema degli impianti napoletani.

Il punto è molto concreto: Napoli non dispone oggi di un impianto adeguato per ospitare stabilmente una grande partita internazionale di pallavolo.

Pasciari ricorda infatti che per la pallavolo di alto livello sono necessari almeno determinati requisiti strutturali, a cominciare dall'altezza della struttura, superiore ai dodici metri, oltre a una capienza che consenta di superare i 5.000 spettatori. Né il PalaVesuvio né il PalaBarbuto, nelle loro attuali caratteristiche, rispondono pienamente a queste esigenze. 

Ecco allora che la spettacolare soluzione del Plebiscito rischia, paradossalmente, di mettere ancora più in evidenza una contraddizione: Napoli può organizzare una partita da Europeo, ma deve costruire un'arena temporanea perché non possiede un palazzetto capace di ospitarla.

Il presidente FIPAV Campania guarda quindi con interesse al progetto di un nuovo palasport nell'area del Centro Direzionale, promosso dal Comune, auspicando che possa finalmente trasformarsi in qualcosa di concreto. 

Ed è forse questo il vero messaggio che può lasciare Italia-Svezia: non limitarsi a fotografare per una sera una Napoli capace di ospitare la grande pallavolo, ma chiedersi come fare affinché una simile fotografia possa diventare la normalità.

Un'arena che nasce e scompare in poche ore

Anche la natura temporanea dell'impianto è al centro delle considerazioni di Pasciari.

Alle inevitabili polemiche sull'impatto della struttura nella piazza, il presidente regionale risponde ricordando che si tratta di un impianto mobile, finanziato attraverso Federazione, sponsor e vendita dei biglietti, senza costi a carico dei conti pubblici secondo quanto dichiarato nell'intervista.

E soprattutto con una vita estremamente breve: l'11 settembre, poche ore dopo Italia-Svezia, inizieranno le operazioni di smontaggio.

Un'arena costruita per una sola notte, dunque, ma che potrebbe avere conseguenze molto più durature se l'evento riuscirà davvero a riaccendere il dibattito sulle strutture sportive della città.

Il conto alla rovescia entra nella fase decisiva

Il programma dei prossimi giorni è già definito.

Secondo quanto spiegato da Pasciari, l'Arena sarà completata lunedì 6 settembre, con la posa del tappeto di gioco e l'ultimo collaudo. Le due Nazionali avranno poi la possibilità di prendere confidenza con il campo: Italia e Svezia si alleneranno nell'impianto l'8 e il 9 settembre nel pomeriggio, a porte aperte. Il 9 è inoltre prevista la conferenza stampa di presentazione dell'evento al Comune di Napoli, con il CT azzurro Fefè De Giorgi e il capitano Simone Giannelli. 

Sempre il 10 settembre Napoli ospiterà anche una riunione del Consiglio federale FIPAV, aggiungendo un ulteriore appuntamento istituzionale a una giornata già particolarmente intensa. 

E se piove?

Resta naturalmente il grande interrogativo di ogni evento sportivo all'aperto: il meteo.

Pasciari non nasconde la preoccupazione, anche se preferisce affidarsi all'ottimismo e, con una battuta tutta napoletana, racconta persino di aver chiesto una «benedizione» al sacerdote della basilica di San Francesco di Paola.

Ma un piano B esiste ed è stato individuato nel PalaSele di Eboli. Nel caso in cui le condizioni meteorologiche rendessero concretamente impraticabile la soluzione del Plebiscito, la partita potrebbe dunque essere trasferita nell'impianto salernitano.

È una possibilità che tutti, ovviamente, sperano di non dover prendere in considerazione. Perché l'immagine che l'Europeo vuole consegnare al mondo è un'altra: l'Italia che apre il suo campionato continentale nel cuore di Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo e la pallavolo giocata sotto le stelle.

Una sfida che vale anche per il futuro della pallavolo campana

Italia-Svezia sarà, naturalmente, soprattutto una partita. Gli azzurri arrivano all'appuntamento da bicampioni del mondo e da vicecampioni d'Europa, dopo l'argento conquistato nell'edizione 2023. La Svezia sarà invece la prima avversaria della Pool A, che comprende anche Slovenia, Repubblica Ceca, Grecia e Slovacchia. 

Dopo Napoli, l'Italia si trasferirà a Modena per completare la prima fase con Grecia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Slovenia. Gli ottavi e i quarti saranno quindi ospitati dal Palavela di Torino, mentre semifinali e finali sono in programma a Milano il 25 e 26 settembre.

Ma per la Campania la partita del 10 settembre avrà un significato ulteriore.

Pasciari chiede che quella cartolina del Plebiscito non rimanga soltanto una cartolina. Per una notte Napoli dimostrerà di poter essere capitale della pallavolo internazionale. La vera sfida, una volta smontate le tribune e riposta la rete, sarà capire se la città saprà trasformare quell'immagine in un progetto concreto.

Perché l'Arena del Plebiscito durerà una notte. Un nuovo palasport, invece, potrebbe servire a Napoli per i prossimi decenni.

Leggi l’intervista completa di Guido Pasciari su la Repubblica

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