L'Italia della pallavolo femminile vola in finale agli Europei superando la Polonia per 3-1 al termine di una prestazione solida e di grande carattere. Nell'ultimo atto del torneo, le Azzurre affronteranno le padrone di casa della Turchia, trascinate dal proprio pubblico dopo il netto 3-0 inflitto alla Serbia nell'altra semifinale.
Il commissario tecnico Julio Velasco ha commentato così il successo sulla Polonia e l'imminente sfida finale.
Le parole di Julio Velasco
«È bellissimo, perché a me piace giocare queste partite contro tutti. Domani sarà proprio un'atmosfera "noi contro tutti", ed è un contesto che mi affascina.
Ho vissuto un'esperienza simile al Mondiale del 1990 in Brasile, quando vincemmo 3-2 (15-13 al quinto set). Domani mi aspetto una gara dello stesso tipo. È una situazione affascinante perché capita poche volte nella vita; le ragazze l'hanno già provata a Belgrado quando vinsero l'Europeo nel 2021.
Abbiamo un gruppo fantastico: a volte le ragazze giocano meglio, a volte peggio, ma non mollano mai. Vediamo se domani basterà. Mi aspetto una partita lunga: non credo si possa sognare una nostra vittoria rapida, ma spero non sia nemmeno una vittoria veloce per loro. Ce la giocheremo, e in quelle condizioni siamo toste proprio perché non ci arrendiamo.
Per quanto riguarda la sfida con la Polonia, la correlazione muro-difesa ha fatto la differenza, anche se c'è stato un dato curioso: loro hanno avuto percentuali migliori sulle palle alte che sulla ricezione perfetta. Quando battevamo noi e loro ricevevano bene, eravamo molto concentrati e abbiamo fatto benissimo. Quando invece contrattaccavano da una loro ricezione imperfetta, ci hanno fatto qualche mani-fuori di troppo e abbiamo concesso alcune palle in difesa che potevamo leggere meglio.
Questo è un aspetto da registrare per la finale, così come dobbiamo migliorare il nostro attacco sulle situazioni di ricezione imprecisa. Con il nostro assetto tattico la ricezione subisce qualcosa: non solo quando c'è l'ingresso di Ekaterina Antropova, ma anche perché giocatrici come Sarah Fahr o Miriam Sylla devono coprire molto campo e non sempre possono essere impeccabili. Domani servirà la massima precisione anche in queste situazioni.»
Dettagli del contesto tattico e storico
Il precedente citato dal CT: Velasco fa riferimento alla storica finale dei Mondiali maschili del 1990 al Maracanãzinho di Rio de Janeiro, dove la sua Italia batté i padroni di casa del Brasile per 3-2 davanti a oltre 20.000 spettatori, conquistando il primo titolo mondiale della storia azzurra.
I ricordi delle Azzurre: Il riferimento a Belgrado riguarda la finale degli Europei 2021, quando l'Italia conquistò il titolo europeo sconfiggendo la Serbia 3-1 a domicilio davanti al pubblico serbo.
L'assetto di gioco: Nei passaggi tecnici, Velasco richiama la gestione della ricezione e le coperture di campo che coinvolgono la schiacciatrice e capitana Miriam Sylla, la centrale Sarah Fahr e gli ingressi dell'opposta Ekaterina Antropova (spesso impiegata nel doppio cambio insieme alla palleggiatrice di riserva).
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