Un passo storico per lo sport partenopeo. Il presidente di Napoli Basket, Matt Rizzetta, ha formalmente presentato al Comune di Napoli il DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali), il documento tecnico-amministrativo che apre ufficialmente l'iter per la ricostruzione del Palasport Mario Argento, lo storico impianto di Fuorigrotta chiuso ormai dal 1998.
Il comunicato ufficiale
Come comunicato dalla società, il presidente Rizzetta, nella sua qualità di legale rappresentante della Napoli Basket USA LLC (socio di maggioranza della S.S. Napoli Basket srl), ha reso noto di aver presentato al Comune il documento previsto dalle normative vigenti per illustrare le diverse soluzioni progettuali necessarie alla realizzazione del nuovo impianto. Il DOCFAP è stato regolarmente protocollato dagli uffici comunali, segnando quello che la società ha definito un ulteriore, importante passo in avanti nel percorso di ricostruzione dello storico impianto.
Va precisato che non si tratta ancora di un progetto approvato né dell'avvio dei lavori, ma del primo passaggio tecnico-amministrativo concreto dopo mesi di interlocuzioni e annunci.
Un'arena da 12mila posti, tra basket e volley
I dettagli emersi negli ultimi giorni disegnano un progetto ambizioso. Il nuovo palazzetto dovrebbe sorgere nell'area del Mario Argento e del Palapartenope, con circa 12mila posti a sedere e parcheggi esterni, con tempi di realizzazione relativamente contenuti: una volta chiusa la fase documentale, ci vorrebbero circa 36 mesi di cantiere.
L'ipotesi di localizzazione riguarda l'area di viale Giochi del Mediterraneo, dove sorgeva il vecchio impianto: dell'originaria struttura, interessata negli anni da lavori mai completati, restano oggi soprattutto le vecchie tribune. Proprio per questo, secondo quanto riportato dalla stampa partenopea, negli ultimi mesi sono emerse interlocuzioni anche per gli spazi confinanti del Palapartenope e della Casa della Musica, con l'obiettivo di creare un polo sportivo e di intrattenimento più ampio — un impianto pensato non solo per la pallacanestro ma potenzialmente in grado di ospitare grandi eventi, dall'Eurolega alla neonata NBA Europe, fino, appunto, alle partite della Superlega di volley.
Il progetto polisportivo di Rizzetta
L'operazione Mario Argento si inserisce in un disegno più ampio che l'imprenditore italo-statunitense, alla guida della North Sixth Group, sta costruendo attorno al marchio Napoli. Rizzetta ha più volte parlato pubblicamente dell'idea di una vera e propria polisportiva partenopea, che unisca sotto lo stesso ombrello discipline diverse.
Sul fronte pallavolo, le indiscrezioni riportate dalla stampa nelle scorse settimane parlano di un'intesa di massima raggiunta con Sergio Di Meo, presidente della Virtus Volley Napoli, formazione che milita in Serie A2 maschile: secondo quanto riferito, l'accordo dovrebbe diventare operativo dalla stagione 2027-2028 attraverso una nuova società a maggioranza Rizzetta, con la gestione sportiva che resterebbe però nelle mani dell'attuale gruppo dirigente della Virtus, forte della sua esperienza nel movimento pallavolistico. L'obiettivo dichiarato, in questo caso, è ambizioso: riportare Napoli in Superlega entro un paio di stagioni.
A questo si aggiunge il fronte del basket femminile, con l'ingresso in un progetto di Serie A2 che dovrebbe giocare le proprie partite all'Alcott Arena, altro tassello di un mosaico che lo stesso Rizzetta ha definito un progetto a cui tiene moltissimo.
Un presidente sempre più internazionale
Non è un caso che l'annuncio sul DOCFAP arrivi a pochi giorni da un'altra uscita pubblica di Rizzetta: il presidente ha infatti preso parte alla Deutsche Bank Sports Investment Conference, appuntamento internazionale dedicato al rapporto tra sport, investimenti e sviluppo globale, tenutasi a Londra, intervenendo sul tema del capitale istituzionale applicato allo sport — un segnale della strategia di respiro internazionale con cui la proprietà americana sta provando ad accompagnare la crescita infrastrutturale del club e, più in generale, dello sport napoletano.
Se l'iter dovesse proseguire secondo i tempi ipotizzati, Napoli potrebbe quindi dotarsi nel giro di pochi anni di un impianto multifunzionale capace di ospitare i grandi eventi del basket internazionale e, allo stesso tempo, di riportare la pallavolo partenopea — oggi divisa tra realtà di club impegnate su più campionati, dalla A3 alla A2 — a competere per i palcoscenici più prestigiosi del volley italiano ed europeo.
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