L'Italia chiude la prima fase degli Europei 2026 a punteggio pieno e con il primato del girone in tasca, superando la Francia per 3-1 nell'ultimo e più impegnativo test della pool di Göteborg. Un successo arrivato al termine di una sfida vera, in cui per la prima volta nel torneo le azzurre hanno dovuto cedere un set e fare i conti con la pressione avversaria. Nel post-partita, il CT Julio Velasco si è detto estremamente soddisfatto, cogliendo proprio nel valore della sofferenza la lezione più importante per il prosieguo della competizione.
L'importanza della sofferenza: "Pensare che sia tutto facile è anormale"
Il Selezionatore azzurro ha analizzato con grande franchezza il banco di prova rappresentato dalle transalpine, sottolineando quanto fosse necessario incontrare un ostacolo di livello prima della fase ad eliminazione diretta:
"Intanto mi è piaciuto soffrire, perché arrivare alle partite dentro o fuori dopo aver giocato sempre gare facili non è mai positivo" ha esordito Velasco in zona mista. "Inconsciamente ci si può aspettare che anche la sfida successiva sia semplice, ma ora sappiamo che non sarà così. La Francia veniva da un torneo opaco in Polonia, poi è arrivata qui e ha vinto tutte le partite 3-0 prima di giocare questa gara contro di noi. Questo deve renderci consapevoli che agli ottavi o ai quarti potremo trovare avversarie capaci di fare la stessa cosa, ed è un bene perché ci prepara ad affrontare partite complesse."
Il CT ha poi richiamato l'insegnamento cardine già condiviso con la squadra durante i grandi trionfi passati:
"Come dicevo sempre alle ragazze nell’anno olimpico: la cosa anormale è pensare che sia tutto facile. Al Mondiale abbiamo vinto semifinale e finale al termine di due partite durissime, decise per due palloni. Quello è il ritmo normale. Adesso sappiamo che in questo Europeo è normale anche soffrire."
Reazione e lucidità: trovare soluzioni senza deprimersi
Al di là della battuta d'arresto nel secondo parziale, ciò che ha convinto maggiormente la guida tecnica dell'Italia è stata la maturità del gruppo nel ricompattarsi nei momenti di appannamento individuale:
"Mi è piaciuto molto che la squadra sia riuscita a trovare delle risorse pur non esprimendosi al massimo" ha evidenziato il tecnico. "Alcune giocatrici stasera non hanno reso al loro solito livello, ma la squadra, invece di piangersi addosso, sorprendersi o deprimersi, ha cercato soluzioni e ha continuato a lottare. È una caratteristica fondamentale di questo gruppo che dobbiamo sempre alimentare. Se ci si aspetta soltanto una mossa dall’avversario e poi quello fa qualcosa di diverso, si rischia di fermarsi: ed è proprio quello che ci è successo nel secondo set. Nel terzo abbiamo ripreso a giocare e nel quarto abbiamo preso il largo, pur restando punto a punto fino al 14-16."
L'eredità di Göteborg: testa agli ottavi di finale
Archiviata la fase a gironi con un percorso quasi netto, l'Italia lascia la Svezia con la consapevolezza nei propri mezzi ma anche con un monito ben preciso in vista dei confronti da dentro o fuori:
"Da Göteborg ci portiamo a casa proprio questo: non bisogna mollare mai, ma non basta soltanto la grinta. Bisogna essere lucidi e capaci di trovare delle soluzioni tattiche man mano che si presentano i problemi durante il gioco" ha concluso Velasco.

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