L'11 agosto 2024 resta una data impressa a caratteri d'oro nella storia dello sport italiano. Esattamente due anni fa, alla South Paris Arena, la nazionale femminile di pallavolo travolgeva gli Stati Uniti con un netto e perentorio 3-0 (25-18, 25-20, 25-17), conquistando la prima, titanica medaglia d'oro olimpica della sua storia. Un'impresa perfetta, guidata in panchina da Julio Velasco, che ha coronato un torneo dominato dall'inizio alla fine.
Tra le protagoniste assolute di quell'epopea c'era la nostra coterranea Monica De Gennaro. Per "Moki", icona e pilastro della pallavolo mondiale, Parigi ha rappresentato il coronamento di una carriera straordinaria, spesa a difendere ogni pallone con una grinta e una classe inarrivabili.
Durante tutto il cammino olimpico, la presenza di De Gennaro in seconda linea è stata una garanzia incrollabile: difese impossibili trasformate in contrattacchi vincenti, una lettura del gioco chirurgica e una leadership silenziosa ma fondamentale per infondere sicurezza all'intero sestetto. Prestazioni monumentali che le sono valse, con pieno merito, il riconoscimento individuale come miglior libero dei Giochi Olimpici.
Indimenticabile l'immagine scattata subito dopo l'ultimo punto della finale: tra le lacrime di gioia e i cori da campionesse, le compagne di squadra l'hanno sollevata in alto verso il cielo di Parigi. Un abbraccio collettivo che ha simboleggiato non solo l'affetto di un gruppo unito, ma il tributo doveroso di un'intera generazione a una leggenda del volley.
Oggi, a due anni di distanza, il ricordo di quel pomeriggio parigino continua a far battere forte il cuore. Monica De Gennaro ha portato la nostra terra sul gradino più alto del podio olimpico, regalandoci una pagina di sport immortale.

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