"Vittoria importante, mi diverto con questo nuovo assetto"
Goteborg– Un avvio travolgente, un momento di sofferenza gestito da grande squadra e la voglia di affinare un'intesa tattica tutta nuova. C'è grande soddisfazione nelle parole di Alessia Orro al termine del netto 3-0 con cui l'Italia ha superato la Croazia nella gara d'esordio agli Europei 2026.
La regista azzurra, tra le protagoniste indiscusse del match e citata positivamente anche dal CT Velasco per l'efficacia in contrattacco, ha tracciato la sua analisi partendo dall'approccio aggressivo mostrato nel parziale d'apertura:
"È stato un bel 3-0, caratterizzato da un primo set incredibile" ha dichiarato Orro a fine gara. "Julio ci aveva chiesto espressamente di spingere fin dal primo punto, perché era fondamentale partire forte, e siamo riuscite a mettere in campo esattamente ciò che voleva."
Non è mancata tuttavia una fase di calo nel secondo parziale, quando le avversarie hanno provato a risalire la china approfittando di qualche disattenzione di troppo della formazione italiana:
"Nel secondo set ci siamo un attimo rilassate e dall’altra parte la Croazia ha iniziato a esprimere il proprio gioco, mettendoci in difficoltà in alcune situazioni. Ma siamo consapevoli che non può andare sempre tutto liscio come nel primo set: la cosa fondamentale è stata la capacità di reagire e completare la rimonta."
Oltre al risultato di squadra, per la palleggiatrice azzurra c'è la sfida personale di guidare sul campo la nuova veste tattica pensata dallo staff tecnico, che vede Kate Antropova impiegata nel ruolo di posto 4:
"Personalmente sono molto contenta della mia prestazione" ha concluso l'alzatrice. "In questo momento sto lavorando per trovare i giusti automatismi con la squadra dentro questo nuovo sistema di gioco, in particolare con Kate in posto 4, una soluzione con cui non avevo mai giocato prima. Quando le cose funzionano e riusciamo a tradurre in partita tutto quello su cui ci alleniamo duramente, sono la persona più felice del mondo."
L'intesa è ancora in fase di rodaggio, ma la strada intrapresa dall'Italia e dalla sua regista sembra già quella giusta.

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