Analisi del CT azzurro dopo l'incredibile maratona contro la Germania a Reggio Calabria: «Vittoria di gruppo e di carattere, ma la strada per la forma migliore è tracciata».
Le partite che contano davvero non sono mai quelle facili. Si apprezzano di più le vittorie conquistate con i denti, soffrendo e sudando su ogni singolo pallone. È questo il sentimento con cui Ferdinando De Giorgi commenta a caldo il successo dell'Italia al termine di una sfida maratona contro la Germania: un test match duro, spigoloso e destinato a rimanere impresso a lungo per via di un primo set infinito e rocambolesco.
Una partita infinita: tra record e resilienza
L'avversario era stato scelto accuratamente proprio per questo motivo: testare la tenuta mentale e il carattere della squadra di fronte a difficoltà reali. La Germania si è confermata formazione ostica, solida e mai disposta a cedere il passo.
«Ci aspettavamo una partita complicata, da lottare sul campo», ammette il CT. «Certo,non ci aspettavamo un primo set di questo tipo. A un certo punto siamo andati così avanti ai vantaggi che ho pensato: “Vabbè, almeno passiamo alla storia anche a Reggio Calabria!”»
Il pensiero di De Giorgi è corso subito indietro nel tempo, rievocando uno storico 52-50 vissuto ai tempi in cui allenava a Cuneo. Tuttavia, al di là del dato statistico e del record sfiorato, ciò che ha soddisfatto maggiormente l'allenatore è stata la risposta caratteriale dei suoi giocatori:
«Siamo stati estremamente resilienti. Ci troviamo in un momento delicato di passaggio: veniamo da un carico di lavoro fisico e tecnico molto pesante e stiamo entrando nella fase di trasformazione attraverso il ritmo partita. Diverse cose potevano essere gestite meglio, ma i ragazzi hanno messo in campo una disponibilità, una resistenza e una capacità di aiutarsi a vicenda davvero encomiabili.»
Inizialmente l'idea dello staff tecnico era quella di dare continuità di impiego a determinati giocatori, ma la durezza della partita ha richiesto il contributo di tutto il gruppo. Un'uscita alla distanza in crescendo, mantenendo lucidità nei momenti decisivi di massima fatica.
Il punto su Michieletto: «Sta bene, ma aspettiamo la visita decisiva»
Immancabile una battuta sulle condizioni delle stelle azzurre, in particolare su Alessandro Michieletto, atteso al rientro definitivo dopo il percorso di recupero:
«Michieletto sta bene, la voglia che ha addosso è tantissima e fisicamente non è mai stato così in forma. Tuttavia dobbiamo tenergli un po' le briglie», sorride De Giorgi. «Bisogna rispettare la tabella di marcia e attendere l'esito della visita di controllo dei primi di settembre. Non possiamo anticipare i tempi. Nel frattempo si allena con noi per quanto possibile ed è potenzialmente già pronto.»
Verso il 10 settembre a Napoli: l'abbraccio del pubblico e le tappe finali
Con il grande evento di Piazza del Plebiscito a Napoli all'orizzonte (in programma per il 10 settembre), l'attesa del pubblico cresce, ma il CT invita a mantenere la concentrazione sulle tappe intermedie:
«La voglia di arrivarci c'è ed è enorme, ma non dobbiamo avere troppa fretta: abbiamo ancora parecchio lavoro da svolgere. Non ha senso essere brillantissimi adesso; abbiamo bisogno di queste partite e dei cinque giorni di ritiro a Firenze per rifinire i dettagli. A Napoli sarà una festa spettacolare per la pallavolo italiana in una cornice eccezionale, ma dobbiamo arrivarci compiendo i passi giusti.»
L'affetto di Reggio Calabria e il bilancio in vista degli Europei
Infine, De Giorgi dedica parole di profondo apprezzamento all'accoglienza ricevuta dalla città calabrese, tornata ad ospitare la Nazionale dopo oltre otto anni:
«Fin dal nostro arrivo abbiamo sentito un affetto sincero e caloroso. Nella presentazione avevo promesso che avremmo onorato questo palazzetto e questa città con il massimo dell'impegno, e credo che ci siamo riusciti. È stata una serata lunga, intensa e ricca di significato.»
In vista dell'imminente appuntamento europeo, il bilancio resta pragmatico:
«Le indicazioni arrivate da questa gara sono molteplici, sia su aspetti da correggere sia su cose molto positive. Tireremo le somme al termine di questo ciclo di tre amichevoli. Manca ancora un po' di continuità in alcuni fondamentali, come la battuta, ma la nota più importante è che i ragazzi sono rimasti incollati alla partita dal primo all'ultimo punto. Quando tutta la squadra partecipa e lotta così, il segnale è estremamente positivo.»

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